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Tutto ciò che devi sapere sulle Albicocche!

ORIGINE

L’albicocca è il frutto del Prunus armeniaca, pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
L’albero delle albicocche è nativo della Cina e del Giappone e i frutti possono avere un colore variabile dal giallo al porpora intenso. La loro tonalità cambia a seconda della varietà così come il sapore e le dimensioni.

 

 

VALORI NUTRIZIONALI

Per circa 100 grammi:

28kcal

Carboidrati 11 g

Grassi 0,4 g

Proteine 1,4 g

 

FONTE DI VITAMINA A

L’albicocca è indicata in caso di problemi dovuti alla carenza di vitamina A (malattie degli occhi, della pelle, gastrointestinali, ecc.) o di fibre, come la stitichezza. In aggiunta aiuta a proteggere anche la pelle dal sole!

 

È utile per prevenire l’eccesso di radicali liberi, che è alla base dei processi di invecchiamento e trasformazione cellulare, per aumentare le difese immunitarie.

 

PROTEGGE LA RETINA

La polpa delle albicocche è molto ricca di carotenoidi, ossia i precursori della vitamina A, una sostanza fondamentale per la salute della retina e per la prevenzione della degenerazione maculare, dovuta per lo più all’ invecchiamento e causa la perdita della funzionalità dell’occhio.

 

AIUTA A RIDURRE LA RITENZIONE IDRICA

L’albicocca è uno tra i frutti più ricchi di potassio. Il potassio aiuta a liberare i tessuti dai liquidi in eccesso, contrastando efficacemente la ritenzione idrica e la cellulite.

 

CONTRIBUISCE ALLA REGOLARITÀ INTESTINALE

Le albicocche possono favorire la regolarità intestinale grazie alle pectina.
La pectina è una fibra solubile che aiuta a depurare il colon dalle tossine che possono favorire fenomeni di stipsi, gonfiori e fermentazioni.
La presenza di fibre solubili nell’albicocca non è infatti da sottovalutare: 3 albicocche medie ne contengono circa 3 grammi, queste ultime possono contribuire a favorire la regolarità intestinale e a mantenere sotto controllo la glicemia.

 

AIUTA A RIDURRE LA GLICEMIA

L’albicocca contiene un fitormone che contribuisce al controllo degli zuccheri nel sangue, l’ acido abscissico, e che aiuta quindi nella prevenzione dell’insulino-resistenza e del diabete.

 

ALTAMENTE SAZIANTE

L’albicocca è tra i frutti con il maggiore indice di sazietà, oltre a essere altamente digeribile.
Consumare 3-4 frutti maturi al giorno, quando di stagione, aiuta a tenere sotto controllo il desiderio di dolci grazie alla presenza del magnesio, un sale minerale efficace in questi casi.
Il sapore zuccherino non deve trarre in inganno. Le albicocche infatti hanno un apporto calorico bassissimo (solo 28 kcal per 100 g) per essere un frutto.

Fame nervosa: alcuni consigli per gestirla!

 

FAME LEGITTIMA O GIUSTIFICATA

Avvertiamo questo tipo di fame quando non ci nutriamo a sufficienza o sono presenti importanti dispendi energetici, ad esempio quando svolgiamo attività fisica extra routine.
In quel caso la fame non è altro che la richiesta del tuo corpo di avere rifornimenti.
Se la fame sembra eccessiva può dipendere da meccanismi di stress esasperati che ti comunicano che sei in catabolismo e forte deprivazione nutrizionale.
Un altro motivo è l’errata distribuzione dei macronutrienti nell’arco della giornata, magari solo carboidrati a colazione o nessuna fonte di fibre e carboidrati a pranzo con conseguente fame pomeridiana e serale.

 

FAME ILLEGITTIMA O INGIUSTIFICATA

Se la tua alimentazione è corretta ma hai comunque fame all’improvviso e frequentemente nella stessa giornata e per più giorni consecutivi, possono esserci delle cause non collegate all’adeguatezza della tua alimentazione.

Spesso può dipendere da una riduzione della sintesi di serotonina da parte dell’intestino, noia, frustrazione, ansia, PMS, menopausa, alterazioni ormonali cicliche o continuative, condizioni patologiche non note come la disbiosi, la candida intestinale, l’ipertiroidismo, ecc.

Questo tipo di fame non si risolve mangiando, perché il cibo gratifica solo per pochissimo tempo. È una fame spesso caratterizzata da desiderio di zuccheri semplici, dolci, merendine, ma anche di salato e grassi.

 

SE HAI FAME DI DOLCE

Se hai fame di dolce probabilmente soffri di Carb Craving, deficit di serotonina, candida, iperinsulinemia, ma anche tristezza, noia, carenza di attenzioni e affetto. Queste emozioni hanno a che fare con la serotonina, le endorfine e l’appagamento.

 

SE HAI FAME DI SALATO
Potresti essere sotto stress cronico non gestito e gli ormoni dello stress, come il cortisolo che causa ritenzione, ti fanno desiderare cibi salati.

 

SE HAI FAME DI GRASSI
Potresti avere un ingolfamento epatico, delle vie biliari e della colecisti. Il fritto stimola il fegato e la colecisti, probabilmente il tuo corpo ti sta chiedendo aiuto, ma se ne mangi troppi… addio benefici.

 

SE HAI FAME DI TUTTO

È una fame indiscriminata: potrebbero essere presenti le condizioni analizzate prima, essere in forte deprivazione nutrizionale per errori volontari o inconsapevoli e/o soffrire di disturbi del comportamento alimentare.
Di base, quando la fame è così importante e irrefrenabile nella mente c’è un po’ di confusione, disordine e non si riesce a riprendere il filo metabolico e psico-fisico. È una condizione molto frustrante.

 

QUANDO SI MANIFESTA LA FAME NERVOSA?

Anche il momento di insorgenza della fame nervosa durante la giornata può fornire indicazioni utili.

Tra la colazione e il pranzo: probabilmente hai consumato solo carboidrati, saltato lo snack o c’è stato un grande dispendio energetico (fisico oppure mentale).

Tra il pranzo e la cena: forse hai saltato il pranzo (oppure è stato tardivo o inadeguato), lo snack o la colazione è stata inadeguata. Probabilmente c’è stress lavorativo non gestito, personale e/o familiare.
Queste condizioni innescano un meccanismo di sopravvivenza che attraverso la fame ti inducono a mangiare.

Dopo cena: probabilmente hai commesso alcuni errori delle slide precedenti, oppure vivi una condizione di frustrazione personale, c’è uno squilibrio ormonale, ci sono PMS o menopausa, hai disturbi del sonno che ti fanno iniziare la giornata già stanca e stressata, facendoti arrivare a fine serata esausta.
Di base, comunque, c’è quasi sempre un errore nella distribuzione giornaliera e nella quantità dei macronutrienti che, in sinergia negativa con le fluttuazioni ormonali e lo stress, innesca i meccanismi della fame nervosa.

 

COME RIMEDIARE ALLA FAME NERVOSA?
Devi identificare il tuo tipo di fame nervosa e se stai commettendo errori nella distribuzione di nutrienti, iniziare a seguire il tuo Reset Ormonale Biotipizzato e valutare se in 1-2 settimane la fame nervosa si riduce e diventa gestibile.
In caso contrario valuta se è necessario fare degli esami. Utilizza uno o più nutraceutici utili per il controllo della fame nervosa, per favorire la stabilità glicemica, nonché per contrastare e gestire lo stress favorendo la calma.

 

ALCUNI CONSIGLI
Utilizza spesso la cannella che favorisce la stabilità glicemica, aggiungila alle tisane, sulla frutta, e a qualsiasi alimento che gradisci.
Mastica lentamente, il cervello impiega circa 20 minuti per capire che hai mangiato. Se i pasti sono troppo veloci e poco nutrienti, il cervello penserà che tu non abbia mangiato e ti indurrà il senso della fame.
Non privarti di carboidrati, consumali nei momenti corretti della giornata e nelle giuste quantità in base alle tue necessità.
Evita i prodotti definiti light, sono meno palatabili, ne mangi di più e nella maggior parte dei casi non sono sazianti.

 

Alimenti utili per la sindrome premestruale

FAI ATTENZIONE ALL’ALIMENTAZIONE
Un ottimo metodo per alleviare i sintomi della sindrome premestruale e in generale stare meglio durante il ciclo è prestare attenzione all’alimentazione.
Alcuni alimenti possono aiutare a rimanere rilassati e migliorare l’umore!
Ad esempio, sono particolarmente utili i micronutrienti ovvero vitamine e minerali. Aiutano infatti a regolare il metabolismo del corpo a livello cellulare. Di seguito vediamo alcuni alimenti tra i più efficaci in base al periodo del ciclo.

 

 

DAL GIORNO 1 AL GIORNO 14 DEL CICLO: QUALI ALIMENTI ASSUMERE
Durante questa fase del ciclo (fase follicolare) prediligi come fonte di carboidrati pane, pasta, farine, cereali a basso tenore di glutine o senza glutine.
Mantieni la frequenza assegnata dei carboidrati a cena per ridurre la fame nervosa e aumentare la sintesi di serotonina.
Riduci eventualmente la frequenza dei carboidrati della cena solo se è necessario perdere massa grassa, ma non eliminarli nei giorni di allenamento.
Se consumi insalate o frullati, aggiungi un cucchiaino/cucchiaio di semi di lino e di zucca al giorno (in caso di diverticoli macinarli).
Per quanto riguarda le tisane prediligi tè matcha, tè verde, cardo mariano e tarassaco, zenzero e limone, cannella.

 

 

DAL GIORNO 15 AL GIORNO 28 DEL CICLO
Durante questa fase (fase luteale) prediligi come fonte di carboidrati riso rosso, quinoa,grano saraceno, zucca, patate americane, patate.
Consuma almeno 3 porzioni di crucifere a settimana (rucola, cavolo, verza, broccoli, broccoletti ecc.). Mi raccomando, in caso di disfunzioni tiroidee, associa le crucifere in modo corretto (trovi come fare nel mio libro “La Dieta della Tiroide Biotipizzata”).
Aumenta la frequenza settimanale della cioccolata fondente, salvo allergia e intolleranze, consentita sino a 40 g al giorno.
Aumenta la frequenza delle mandorle sino a 20-30 al giorno.
Un altro utile accorgimento è usare mezzo o un avocado al giorno come condimento.
Utilizzare 1 cucchiaino/cucchiaio di semi di girasole e di sesamo al giorno da aggiungere alle insalate, frullati, pane ecc. (in caso di diverticoli macinarli).
Utilizza basilico, salvia, timo, rosmarino ogni giorno (freschi o secchi in base alla stagione).
Se sei solita consumare tisane prediligi tè matcha, tarassaco, cardo mariano, cannella, agnocasto, biancospino, valeriana, passiflora.

 

IN CASO DI CICLO IRREGOLARE E LUNGO
Segui le indicazioni del periodo luteale ma a partire dal quindicesimo giorno sino al primo giorno delle mestruazioni
Quando il ciclo si regolarizza segui i consigli dati per i giorni del ciclo dal 15-28. Segui inoltre le indicazioni della
fase follicolare dal primo al quattordicesimo giorno.

 

 

IN CASO DI CICLO CORTO
Segui le indicazioni della fase follicolare per tutta la durata del ciclo e dal ventesimo giorno aggiungi anche quelle della fase luteale.

 

 

AROMATERAPIA
A supporto dell’alimentazione funzionale e dei nutraceutici, c’è anche l’aromaterapia il cui effetto non è affatto da sottovalutare.
L’aromaterapia è una sotto-branca della fitoterapia che sfrutta gli oli essenziali per favorire il benessere dell’organismo sia a livello fisico sia a livello emotivo-mentale. Si affianca bene anche alla medicina convenzionale, ma ricordiamoci che può avere effetti collaterali o controindicazioni. Non è indicata per le donne in gravidanza.

 

 

LE ESSENZE DEGLI OLI ESSENZIALI

Sono prodotti concentrati estratti da numerose piante con le loro peculiari proprietà.
Per la sindrome premestruale consiglio alcuni oli essenziali a base di:
Bergamotto:che stimola il buonumore, aiuta in caso di ansia, irritabilità, umore flesso.
Geranio: aiuta a ridurre il disagio emotivo, a diminuire aggressività e scontentezza.
Incenso (boswellia): calmante, anti-stress, concilia il sonno, aiuta in caso di ansia e umore flesso, riequilibrante, antinfiammatorio, antidolorifico.

Gli Omega 3 possono alleviare i sintomi dell’endometriosi?

L’endometriosi è spesso asintomatica. Quando invece non lo è si manifesta generalmente con dolore pelvico, soprattutto in fase peri-mestruale, mestruazioni dolorose (dismenorrea), dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia)

 

👩‍⚕️ I sintomi dell’endometriosi, come il dolore e l’infiammazione, possono essere ridotti mantenendo un’alimentazione ricca di cibi anti infiammatori e disintossicanti.

 

Una delle cause del dolore mestruale (dismenorrea) è la presenza nel nostro corpo di alti livelli di omega-6. Questi sono precursori dei mediatori della risposta infiammatoria: le prostaglandine. La famiglia delle prostaglandine, però, comprende anche molecole anti-infiammatorie (PGE3 e la PGE3a), prodotte da acidi grassi omega-3, che sono correlati con una riduzione dei livelli di infiammazione sistemica e quindi ad una diminuzione del dolore pelvico.

 

🐟 Studi scientifici dimostrano effetti benefici degli omega-3 sulle lesioni endometriosiche in modelli animali, e la diminuzione del rischio di endometriosi tra quelle donne che assumono la giusta quota di omega.

 

Il rapporto ideale tra omega 6 e omega 3 nella nostra dieta dovrebbe essere di 4:1 tuttavia nella maggioranza della popolazione tale rapporto è di 13:1, a causa di un’alimentazione troppo sbilanciata verso gli omega-6.

 

Per ovviare, oltre a bilanciare la nostra dieta, si  può ricorrere all’integrazione alimentare.

 

La fonte di omega-3 più ricca in natura è il pesce pescato perché il primo gradino della catena alimentare marina è rappresentato dalle alghe e dal plancton. È da queste alghe e dal grasso del pesce che vengono estratti gli oli e le varie frazioni degli acidi grassi da cui si ricavano gli omega-3. I più ricchi di omega 3 sono Aringhe, sardine, sgombro, salmone, tonno, cefalo, merluzzo, ecc.

 

(A proposito, questo post è realizzato in collaborazione con Norsan!)

Bisogna parlare molto più di endometriosi!

 

COS’È L’ENDOMETRIOSI

Si tratta di una malattia appartenente solo al mondo femminile di cui si parla però ancora troppo poco.
È determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali (il rivestimento interno dell’utero) al di fuori dell’utero stesso.
Queste cellule causano un’infiammazione cronica benigna degli organi genitali femminili e del peritoneo.
Il tessuto endometriale nell’endometriosi, quindi, va a collocarsi in sedi differenti da quella fisiologica.

 

SINTOMI

Chi soffre di endometriosi accusa forti dolori pelvici e anche sofferenza intestinale soprattutto durante il periodo mestruale e premestruale e nel periodo dell’ovulazione, ma anche dolore durante i rapporti sessuali e stanchezza fisica cronica probabilmente a causa dell’infiammazione cronica.
In una bassa percentuale dei casi l’endometriosi può essere asintomatica.

 

TERAPIA COMUNE

A causa dei forti dolori, una soluzione comunemente utilizzata è la terapia tramite progestinici che però hanno diversi effetti collaterali, se assunti per lungo tempo. Essi hanno un rapido effetto sulla riduzione dei dolori ma non migliorano lo stato della malattia; questo è dimostrato dal fatto che, una volta interrotta l’assunzione, i sintomi tornano tali e quali.

 

L’IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE

Nel trattamento dell’endometriosi è ormai assodato il ruolo dell’alimentazione specifica.
I sintomi dell’endometriosi, come il dolore e l’infiammazione, possono essere ridotti con un’alimentazione ricca di cibi anti infiammatori e disintossicanti.

 

IL CONTRIBUTO DEGLI OMEGA 3

Gli Omega 3 contribuiscono ad aumentare la produzione di prostaglandina PGE1, molecola in grado di ridurre i processi infiammatori.
Molto importanti sono quindi i cibi ricchi di acidi grassi Omega 3, come ad esempio il pesce azzurro, il salmone, il tonno fresco.

 

 

UNA RICERCA DAL GIAPPONE

Assumere Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) sembra una valida terapia contro l’endometriosi.
A dimostrarlo è stato uno studio della Jichi Medical University di Saitama (Giappone, pubblicato su Fertility and Sterility).
Un precedente studio aveva già dimostrato che questi nutrienti riducono la sopravvivenza delle cellule dell’endometrio e regolano la funzione di alcune molecole che partecipano all’infiammazione.

 

INTEGRAZIONE

Se lo specialista lo ritiene opportuno, a integrazione della dieta possono essere affiancati specifici integratori, per garantire all’organismo alcuni elementi fondamentali come vitamina D, Partenio, Quercetina, Curcuma, boswellia, artiglio del Diavolo, agnocasto e Nicotinamide.