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Tiroide e menopausa

Gli ormoni tiroidei sono influenzati soprattutto dagli estrogeni che, se presenti in quantità eccessiva, tendono a ridurre la funzione periferica degli ormoni tiroidei.

Nelle fasi della pre-menopausa, quando il ciclo comincia a non rispettare le scadenze naturali, si può avere un eccesso di estrogeni rispetto al progesterone e con il tempo gli estrogeni diminuiranno quando la menopausa sarà conclamata.

Questo si riflette sia sulla funzione di una tiroide in salute e sia sulla funzione di una tiroide che magari già beneficia di una terapia ormonale sostitutiva.

Molto importante, se si sta affrontando il periodo della menopausa, è controllare i valori circolanti degli ormoni tiroidei con l’alimentazione, l’integrazione o la terapia se è necessaria.

Sai cosa serve alla tiroide per stare bene?

QUALI ALIMENTI EVITARE IN CASO DI DISFUNZIONI TIROIDEE

Sapevi che in base ad ogni disfunzione tiroidea esiste una lista di alimenti che sarebbe meglio limitare oppure escludere  dalla nostra dieta?

Questa lista può però variare nel tempo: se si riesce a riparare la permeabilità intestinale alcuni alimenti possono essere reintrodotti nell’alimentazione se tollerati.

In questo reel ti spiego  quali sono i cibi da evitare in base alla disfunzione tiroidea!

 

CEREALI E DERIVATI

I cereali e derivati contenenti glutine sono da evitare in caso di:

  • Tiroidite autoimmunitaria senza ipotiroidismo;
  • Tiroidite autoimmunitaria con ipotiroidismo;
  • Ipertiroidismo;
  • Ipotiroidismo senza tiroidite con celiachia, sensibilità al glutine, permeabilità intestinale, disbiosi intestinale, candida intestinale-vaginale, SIBO, gonfiore addominale, alvo alterno, stipsi o dissenteria;
  • Ipotiroidismo sub-clinico con tiroidite autoimmunitaria.

I cereali e pseudo-cereali senza glutine non sono vietati in assoluto, ma vanno valutati singolarmente.

 

SOLANACEE E LEGUMI

Le solanacee (patate, pomodori, melanzane, ecc..) e i legumi sono da evitare in caso di:

  • Tiroidite autoimmunitaria senza ipotiroidismo;
  • Tiroidite autoimmunitaria con ipotiroidismo;
  • Ipertiroidismo;
  • Ipotiroidismo senza tiroidite, con permeabilità intestinale, disbiosi intestinale, candida intestinale-vaginale, SIBO;
  • Ipotiroidismo sub-clinico con tiroidite autoimmunitaria.

Molte persone con tiroidite, una volta risolta la permeabilità e potenziata la barriera intestinale, riescono a tollerare a rotazione le solanacee, meglio se cotte. Per i legumi invece, anche in assenza di autoimmunità o permeabilità, non riescono a tollerarli. Questo dipende dalla loro capacità irritante e pro-infiammatoria. Ognuno ha una sua soglia di tollerabilità.

 

SEMI OLEOSI E FRUTTA OLEOSA

Anche in presenza di autoimmunità̀, a seconda della compromissione intestinale, la tolleranza ai semi e ai frutti oleosi varia da persona a persona. Il Metodo Missori-Gelli®  non esclude a prescindere questi elementi perché apportano grassi antinfiammatori che aiutano a ridurre l’infiammazione generale. Si valuta caso per caso con un test di tolleranza.

 

LATTE E DERIVATI

Con il Metodo Missori-Gelli®  è prevista un’eccezione per le “proteine isolate” del siero di latte che vengono utilizzate come integratori, soprattutto la lattoferrina e la lattoalbumina, che hanno proprietà riparatrici intestinali, antinfiammatorie, immunomodulanti, anticandida e antidisbiosi, e il ghee o burro chiarificato che non contiene proteine e lattosio.

 

LE UOVA

Non sono sempre da evitare, ma valutare caso per caso.

Inoltre, in base al metodo di cottura sono più o meno digeribili, quindi se vuoi rimanere sazio a lungo prediligi metodi di cottura che le rendono più lentamente digeribili e viceversa.

 

LA DIETA DELLA TIROIDE BIOTIPIZZATA

Se ti interessa questo argomento o hai disfunzioni tiroidee  e vuoi approfondire ti consiglio di leggere il mio libro “La Dieta della Tiroide Biotipizzata”.

 

Al suo interno vengono trattate queste tematiche molto più in profondità e può costituire un valido aiuto se soffri di problemi legati alla tiroide!Nel libro troverai indicazioni per individuare il regime alimentare biotipizzato adatto alla disfunzione tiroidea in atto!

Come conservare il basilico

PROPRIETÀ DEL BASILICO
Il basilico è un’erba estremamente profumata e fragrante e le sue foglie vengono usate spesso in cucina.
Ha molte proprietà nutritive ed è ricco di minerali e nutrienti tra cui la vitamina K e il manganese. È un’ottima fonte di rame e vitamina C, oltre che di calcio, ferro, acido folico e acidi grassi omega 3.

 

CONSERVARE IL BASILICO
Per non dover rinunciare al sapore del basilico in inverno ci sono alcune semplici soluzioni che consentono di conservare le foglie più a lungo, rendendole disponibili anche per tutto l’inverno!

 

CONGELARE LE FOGLIE
È un sistema molto semplice per conservare il basilico per tutto l’anno. Basta lavare le foglie, asciugarle e disporle su una teglia rivestita di carta da forno!
Metti quindi la teglia nel congelatore per circa due ore. Quando le foglie si sono congelate riponile  in un contenitore a chiusura ermetica o in un sacchetto per alimenti, per poi conservarle di nuovo nel congelatore.

 

BASILICO SOTTO SALE
Lava le foglie di basilico e disponile in vasi a strati cospargendole con sale fino.
L’ultimo strato deve essere di sale, poi schiaccia con un cucchiaino, ricoprile con un filo d’olio e chiudi il vasetto.
Puoi prendere quando vuoi le foglie dal vasetto e usarle dopo averle sciacquate. Richiudi poi il vasetto ricoprendo con un po’ d’olio!

 

BASILICO SOTT’OLIO
Lava e asciuga il basilico, inserisci quindi le foglie in dei barattoli di vetro.
Riempi poi il barattolo con dell’olio extravergine d’oliva fino a sommergere completamente le foglie. Chiudi ermeticamente e riponi il barattolo in frigo.
Questo metodo è davvero ottimo per mantenere inalterati il colore e il profumo della pianta. Una volta aperto il vasetto, però, ricordate di consumarlo al massimo entro due settimane.

 

BASILICO ESSICCATO
L’essiccatura è un metodo che assicura una conservazione molto lunga del basilico!
Separa i ramoscelli di basilico e taglia le singole foglie dal gambo più grande lasciando circa 3 cm di stelo. Lava poi le foglie sotto l’acqua fredda.  Asciuga le foglie e legale insieme agli steli con un elastico o uno spago. Appendi i mazzetti con un gancio in una stanza areata, cercando di tenerle lontane da fonti di calore, falle riposare per circa due settimane!

 

ESSICCARE CON IL FORNO
Il metodo è simile al precedente ma, dopo aver staccato i ramoscelli lava le foglie. Preriscalda il forno ad una temperatura bassa (50-60 °C ) e disponi le foglie su una teglia in maniera uniforme e senza sovrapporle.
Inforna per 20 minuti e al termine della cottura lascia riposare il basilico nel forno spento per una notte: il mattino seguente, le foglie essiccate saranno pronte.

Puoi mangiare il grano saraceno d’estate?

COS’È IL GRANO SARACENO

Il grano saraceno appartiene alla categoria degli pseudocereali. Al livello nutrizionale sono simili ai cereali come frumento, orzo o farro, ma appartengono ad una famiglia diversa: quella delle Poligonacee.

È naturalmente privo di glutine e molto versatile in cucina, sotto forma di pasta, chicchi, farina.

 

VALORI NUTRIZIONALI

Per circa 100gr

✅Carboidrati 314 kcal

✅Carboidrati 63 g

✅Grassi 3 g

✅Proteine 14g

 

È RICCO DI NUTRIENTI

Il grano saraceno è ricchissimo di vitamine e minerali: ferro, magnesio, potassio, selenio, zinco, rame e alcune vitamine del gruppo B.

Magnesio e potassio sono utili perché contribuiscono ad ottimizzare i meccanismi di controllo della pressione sanguigna e sono importanti per il corretto funzionamento di nervi e muscoli.

Selenio, zinco e rame sono oligoelementi che, rispettivamente, contribuiscono al buon funzionamento della tiroide, regolano l’insulina e sono utili in caso di anemia e infiammazioni virali e batteriche.

 

POSSO MANGIARE IL GRANO SARACENO D’ESTATE?

Sono in molti a credere erroneamente che il grano saraceno non sia un alimento adatto per l’estate.

Le credenze più diffuse su questo argomento sono principalmente due, ossia che il grano saraceno “scalda” molto l’organismo, e quindi sia preferibile consumarlo in inverno, e anche che alzi troppo la pressione e la temperatura corporea.

Come vedremo però nella prossima slide, il grano saraceno è invece un ottimo alleato estivo!

 

RUTINA

Contrariamente a quanto si possa pensare, il grano saraceno è un grande alleato estivo!

Contiene rutina, una sostanza che agisce sul microcircolo e ne protegge i vasi.

Per questo motivo è utilissimo nei periodi più caldi come l’estate, un periodo dove si soffre maggiormente di microcircolazione, gonfiore e ritenzione idrica.

 

È NATURALMENTE PRIVO DI GLUTINE

Un’altra caratteristica del grano saraceno è che è un alimento naturalmente senza glutine. Questo  lo rende un alimento adatto sia per celiaci che intolleranti ma anche per chi ha un intestino sensibile, soffre di gonfiore e cerca il più possibile alimenti genuini e naturali.

L’indice glicemico è inoltre basso e ciò lo rende ottimale anche per chi soffre di iperinsulinemia, diabete e sovrappeso.

 

IL POMODORO È UN FRUTTO

Un frutto botanico ha almeno un seme e cresce dal fiore della pianta. Tenendo a mente questa definizione, i pomodori sono classificati come frutti perché contengono semi al loro interno e crescono dal fiore della pianta di pomodoro.

 

NON RINUNCIARE AL SUGO!

Sebbene contengano più zuccheri rispetto agli ortaggi e alle verdure questo non deve costituire un motivo per rinunciare ad un bel sughetto o una buschetta! Basterà in questo caso diminuire il quantitativo di pasta, pane o riso presente nello stesso pasto.

 

ATTENZIONE ALLE ALLERGIE

I pomodori rientrano nella categoria delle solanacee. Se quindi soffri di irritazione intestinale o colite meglio prestare attenzione.

Se invece sei allergico al nichel ti consiglio di acquistare la variante nichel free facilmente reperibile nei negozi biologici, nei supermercati più forniti o presso i coltivatori diretti.

 

 

LICOPENE

Il licopene è un componente bioattivo, ossia dotato di attività biologiche positive per l’organismo umano, che si trova nel pomodoro.

L’organismo umano non è in grado di sintetizzare il licopene e pertanto esso può essere assunto solo tramite l’alimentazione, principalmente consumando il pomodoro o prodotti derivati.

Il licopene è un carotenoide con un grande potere antiossidante e molti studi hanno indicato effetti positivi della sua assunzione nella prevenzione di svariate patologie tra cui malattie cardiovascolari e osteoporosi.

Per beneficiare degli effetti del licopene ti consiglio di consumare il pomodoro in associazione alla verdura cruda, ricca di acqua, per favorirne l’effetto diuretico.

 

 

POMODORI E LATTICINI

Ti sconsiglio inoltre di consumare i pomodori con i latticini perché verrebbe meno l’effetto drenante.

La classica “Caprese” non è un buon esempio di come consumare il pomodoro. Questa ricetta è nata infatti a Capri per non far disidratare i pescatori sulle navi!

Se non vuoi rinunciare a questa associazione, aggiungi una verdura cruda ricca di acqua di vegetazione per favorire la diuresi e non aggiungere sale.

 

CONCLUSIONI

Il pomodoro è un alimento versatile: puoi consumarlo a merenda o colazione se prevista frutta nel tuo piano alimentare biotipizzato.

Le sue proprietà ed i benefici dei pomodori sono tantissime ed ovviamente ti consiglio di consumare quelli da agricoltura biologica!

Falsi miti sull’anguria!

FALSI MITI SULL’ANGURIA

Regina indiscussa dell’estate: l’anguria è rinfrescante e dissetante, dal sapore dolce, povera di calorie e ricca di acqua. Aiuta a contrastare la ritenzione idrica ed è un prezioso integratore di vitamine e sali minerali.
Nonostante tutte queste proprietà benefiche, sull’anguria circolano tante false credenze. Dopo aver visto i valori nutrizionali, nelle prossime slide analizzeremo alcuni di questi miti!

 

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Per circa 100 gr

✅16 kcal
✅Carboidrati 8 g
✅Grassi 0,2 g
✅Proteine 0,6 g

 

L’ANGURIA È DIFFICILE DA DIGERIRE

L’anguria è composta al 95% da acqua ed è particolarmente saziante: mangiarla a fine pasto può quindi aumentare il senso di gonfiore e pesantezza dovuto al cibo ingerito in precedenza
Il fatto che sia poco digeribile non dipende dal frutto in sé ma dalle nostre abitudini alimentari. La consumiamo spesso fredda e dopo i pasti. Per evitare problemi di digestione basta consumarla lontano dai pasti e a temperatura ambiente!

 

 

L’ANGURIA FA INGRASSARE

L’anguria non fa ingrassare, non più di altri frutti quantomeno.
Questa credenza deriva dal fatto che è un frutto particolarmente zuccherino (ogni porzione da 100 grammi contiene circa 4 grammi di zuccheri). Il segreto risiede come sempre nella moderazione: consumandone la giusta quantità non si corre nessun tipo di problema!

 

L’ANGURIA CON LA CREPA È PERICOLOSA

In realtà un’anguria con una crepa non ha nessun problema alimentare.

Il motivo per il quale si formano le crepe non è però ancora del tutto chiaro: alcuni esperti ipotizzano che si tratti di un problema di impollinazione incompleta, per cui il frutto inizia a svilupparsi in modo anomalo.

Al di là dell’estetica, un’anguria con una crepa rimane comunque buonissima!

 

LE ANGURIE SENZA SEMI SONO PERICOLOSE

L’assenza di semi in alcune angurie è dovuta a un fenomeno detto “poliploidia”, il corredo genetico del frutto si moltiplica cioè più volte del normale. A questa duplicazione cromosomica non corrisponde però una conseguente produzione di semi utili alla riproduzione. La poliploidia può essere naturale o indotta, ma non costituisce un pericolo!

 

PROPRIETÀ BENEFICHE

L’anguria apporta tantissimi benefici al nostro organismo: aiuta a contrastare i problemi di ritenzione e circolazione grazie alla vitamina C, il magnesio e  potassio, che hanno un’azione depurativa e detossificante.
L’anguria aiuta anche con i problemi cardiovascolari: è ricca di citrullina (presente nella parte bianca), un amminoacido che aiuta l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose, contribuendo a prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache.
Anche i semi dell’anguria sono utili per contrastare i problemi cardiovascolari grazie alla presenza di magnesio, ferro, niacina, grassi e proteine utili.

4 Idee per le tue schiscette estive!

PANZANELLA

La panzanella è una delle ricette protagoniste della tavola in estate.
Una ricetta di recupero: pane raffermo e pomodori per una pietanza gustosissima, semplice e appetitosa.
Prendi del pane (anche secco) e mettilo in ammollo nell’acqua per almeno 30 minuti, strizzalo e condiscilo con dell’olio extravergine di oliva, aceto di mele, cipolla e basilico!
Conserva nella schiscetta la tua panzanella e sarà pronta per essere gustata quando vorrai!

 

INSALATA DI POLLO 

Fresca, genuina e colorata! L’insalata di pollo saporita è una carica di energia, perfetta da portare come schiscetta!
Inoltre si adatta a qualsiasi palato perché è possibile variare gli ingredienti in base al proprio gusto personale e alle disponibilità della stagione.
Basta scottare dei pezzettini di pollo in padella e aggiungere ad esempio insalata mista, capperi, olive, sedano e condire tutto con un pizzico di sale, pepe e olio!

 

FICHI E PROSCIUTTO

Un abbinamento strepitoso che ancora troppe poche persone conoscono! Ti consiglio davvero di provarlo. La dolcezza dei fichi si completa alla perfezione con la sapidità del prosciutto, creando al palato un’esplosione di sapore!
Attenzione nella scelta degli affettati: controlla sempre l’etichetta per verificare la presenza di conservanti come nitriti e nitrati di sodio e potassio. Controlla anche la provenienza della carne (meglio se italiana e se il prodotto è biologico) e possibilmente scegli quelli con un ridotto apporto di grassi.

 

HUMMUS CON VERDURE

Ecco qui un’ottima fonte di proteine e fibre, una ricetta velocissima da preparare che sarà in grado di darti tantissima energia!
Frullate i ceci con il succo di limone, sale, olio, acqua, un pezzetto di aglio sbucciato, pepe per ottenere l’hummus e gustati le tue verdure crude!

Gli usi dell’olio d’oliva che non conoscevi!

OLIO D’OLIVA: MOLTO PIÙ DI UN CONDIMENTO!

Tutti conosciamo le straordinarie proprietà dell’olio di oliva e quanto prezioso sia in cucina.  Ma oltre a questo c’è di più.
Sono in pochi a conoscere gli usi alternativi che si possono fare dell’olio d’oliva (utilissimi soprattutto d’estate!)
È infatti un ottimo idratante per la cute, perfetto lubrificante ed emolliente.

 

IDRATANTE PER LA PELLE

L’olio d’oliva è ricco di acido oleico, il quale ha grandi proprietà nutrienti ed emollienti per la pelle.
Oltre al classico uso alimentare è quindi un ottimo idratante cutaneo. Applicato in piccole quantità sulla pelle bagnata e massaggiando bene idrata la pelle in profondità senza lasciarla unta.

 

TONICO PER I CAPELLI

Non solo per la pelle: l’olio d’oliva è un efficace idratante anche per i capelli: uno o due cucchiai di olio d’oliva distribuiti e massaggiati uniformemente sulla nostra chioma bagnata prima dell’ultimo lavaggio, contribuiranno a renderla lucente, morbida ed idratata.

 

UTILE PER LE LABBRA

L’olio di oliva nutre le labbra secche e screpolate perché è ricchissimo di Vitamine E!
Se ne hai bisogno massaggia le labbra bagnate più volte nel corso della giornata o applica un impacco mescolando due cucchiaini di olio di oliva, due di olio di argan e due di olio di ricino. Vedrai che che le tue labbra saranno molto più lisce!

 

STRUCCANTE

L’olio d’oliva ha un ottimo potere idratante utile anche per lavare via il trucco più pesante. Se tamponi dolcemente con un dischetto di cotone  un panno per struccare bagnato vedrai che riuscirai a rimuovere con facilità ombretto, mascara e eyeliner!

 

LENITIVO PER LE IRRITAZIONI

L’olio d’oliva è caratterizzato da proprietà emollienti e lenitive, ecco perché è possibile utilizzarlo per lenire varie irritazioni cutanee.
Applicato sulle zone caratterizzate da bruciore e/o prurito, calma il fastidio rapidamente idratando inoltre la zona interessata. Molto buono anche per trattare le dermatiti da pannolino.

 

UTILE PER LE UNGHIE

L’olio d’oliva può essere usato nei trattamenti di bellezza per le mani.
Puoi inserire qualche goccia in una bacinella con acqua tiepida e massaggiare dolcemente le cuticole con qualche goccia, per andarle ad idratare prima della manicure. Inoltre un po’ di olio d’oliva sulle unghie prima di dormire aiuterà a renderle più lucide e svolgerà un’azione indurente.

Dolcificanti a confronto

SACCAROSIO

Il saccarosio comunemente chiamato zucchero è un glucide disaccaride composto da glucosio e fruttosio. È lo zucchero per eccellenza e si tende ad identificare con esso tutti gli zuccheri semplici (monosaccaridi e disaccaridi).

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali:  100 gr
Indice glicemico: 68 ± 5

 

FRUTTOSIO

Il fruttosio è lo zucchero principale della frutta e del miele, ed è presente anche in molte verdure ed è il più dolce tra tutti i tipi di zucchero.
Il fruttosio che si trova in commercio può essere naturale, derivato dagli scarti della frutta, o chimico, ricavato cioè dal glucosio presente nell’amido di mais.

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali: 93 gr.
Indice glicemico: 20

 

MIELE

Il miele è un prodotto naturale della trasformazione del nettare dei fiori, che le api raccolgono e lavorano. È composto principalmente da acqua e due zuccheri: il fruttosio e il glucosio, ma contiene anche tracce di enzimi, aminoacidi, vitamine del gruppo B, vitamina C, minerali e antiossidanti.

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali: 80 gr.
Indice glicemico: da 32 a 95 in base al tipo


STEVIA

Usare la Stevia come dolcificante quotidiano è un ottima alternativa allo zucchero industriale fintanto che non si esagera. Questo dolcificante può sicuramente essere parte di una dieta sana, basta evitare i prodotti con additivi ed assicurarsi di non soffrire di disbiosi intestinale per non alterare il microbiota

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali: 0 gr
Indice glicemico: 0

 

ERITRITOLO

L’eritritolo è un dolcificante naturale senza calorie che può aiutarci a ridurre l’uso dello zucchero senza rinunciare al gusto dolce.
È presente in natura in frutta ed ortaggi, infatti si ricava proprio da un processo di fermentazione batterica di questi alimenti.

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali: 0 gr
Indice glicemico: 0

 

MELASSA

La Melassa Nera è un dolcificante naturale che contiene un’elevata dose di sostanze nutritive ed è molto apprezzata anche per i suoi effetti benefici e salutari. È un’ottima fonte di energia e di carboidrati e contiene vitamine come niacina, tiamina e riboflavina.

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali: 55,49
Indice glicemico: 55

 

MALTO

È un dolcificante naturale da usare in alternativa allo zucchero, si presenta sotto forma di uno sciroppo simile al miele come consistenza. Attenzione perché ha un indice glicemico elevato.
Il malto è ottenuto attraverso un processo che fa riferimento al nome stesso, infatti con “malto” (dall’inglese “to melt“, sciogliere) si intende un chicco di cereale che ha subìto germinazione.

 

Per circa 100 gr
Glucidi (zuccheri) totali:85 gr
Indice glicemico: Da 71 a 115

Ciò che non sai sui fichi

I FICHI NON SONO DEI FRUTTI

In realtà sono delle infiorescenze carnose ricoperte da un involucro che al loro interno racchiudono tanti piccoli fiori. I veri frutti del fico sono quelli che noi reputiamo semi.

 

 

NON SONO CALORICI COME SI PENSA

100 gr di fichi freschi contengono circa 50 kcal, contro le 60/70 di altri frutti zuccherini come, ad esempio, l’uva e il mandarino!
Questo non è però vero per i fichi secchi, che contengono circa 260 kcal  per 100 gr.

 

 

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Per circa 100 gr

 

Calorie: 47 kcal

Carboidrati: 11,20 g

Grassi: 0,20 g

Proteine: 0,90 g

 

HANNO DOPPIA STAGIONALITÀ

I fichi crescono potenzialmente due volte l’anno. I primi si raccolgono tra maggio e giugno, sono chiamati “fioroni” e generalmente sono di grossa pezzatura.

I fichi che tutti conosciamo si raccolgono invece a luglio-settembre e sono più piccoli.

Le piante che producono frutti due volte l’anno sono chiamate “bifere”, mentre quelle che producono una sola volta l’anno sono chiamate “unifere”.

 

 

AIUTANO IN CASO DI PROBLEMI DI TRANSITO INTESTINALE

Grazie alla presenza di fibre e lignina, i fichi sono un valido aiuto in caso di stipsi. Consumarli secchi li rende più poveri in acqua ma più ricchi in nutrienti, incrementando le proprietà lassative.

 

DAI FICHI SI FANNO I FORMAGGI

Non sono in molti a saperlo, ma un enzima estratto dal lattice della pianta di Ficus, la ficina, è ampiamente utilizzato dall’industria alimentare come coagulante nella produzione del formaggio e soprattutto per intenerire le carni.

 

 

ATTENZIONE IN CASO DI DIABETE

Chi è diabetico o soffre di insulina resistenza può consumare i fichi considerando il loro contenuto di carboidrati, inserendolo correttamente all’interno di un piano alimentare biotipizzato ad hoc e senza consumarli insieme ad  un’ eccessiva quantità di carboidrati come pasta o pane. Un esempio pratico ottimale: 50 g di pane tostato e 2 fichi

 

MEGLIO EVITARE IN CASO DI

Allergia ai solfiti

Calcoli renali in fase acuta e recidivanti (per il contenuto di ossalati)

Diabete scompensato

Utilizzo di alcuni antibiotici.

Alvo diarroico.

Tutto ciò che devi sapere sulle Albicocche!

ORIGINE

L’albicocca è il frutto del Prunus armeniaca, pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
L’albero delle albicocche è nativo della Cina e del Giappone e i frutti possono avere un colore variabile dal giallo al porpora intenso. La loro tonalità cambia a seconda della varietà così come il sapore e le dimensioni.

 

 

VALORI NUTRIZIONALI

Per circa 100 grammi:

28kcal

Carboidrati 11 g

Grassi 0,4 g

Proteine 1,4 g

 

FONTE DI VITAMINA A

L’albicocca è indicata in caso di problemi dovuti alla carenza di vitamina A (malattie degli occhi, della pelle, gastrointestinali, ecc.) o di fibre, come la stitichezza. In aggiunta aiuta a proteggere anche la pelle dal sole!

 

È utile per prevenire l’eccesso di radicali liberi, che è alla base dei processi di invecchiamento e trasformazione cellulare, per aumentare le difese immunitarie.

 

PROTEGGE LA RETINA

La polpa delle albicocche è molto ricca di carotenoidi, ossia i precursori della vitamina A, una sostanza fondamentale per la salute della retina e per la prevenzione della degenerazione maculare, dovuta per lo più all’ invecchiamento e causa la perdita della funzionalità dell’occhio.

 

AIUTA A RIDURRE LA RITENZIONE IDRICA

L’albicocca è uno tra i frutti più ricchi di potassio. Il potassio aiuta a liberare i tessuti dai liquidi in eccesso, contrastando efficacemente la ritenzione idrica e la cellulite.

 

CONTRIBUISCE ALLA REGOLARITÀ INTESTINALE

Le albicocche possono favorire la regolarità intestinale grazie alle pectina.
La pectina è una fibra solubile che aiuta a depurare il colon dalle tossine che possono favorire fenomeni di stipsi, gonfiori e fermentazioni.
La presenza di fibre solubili nell’albicocca non è infatti da sottovalutare: 3 albicocche medie ne contengono circa 3 grammi, queste ultime possono contribuire a favorire la regolarità intestinale e a mantenere sotto controllo la glicemia.

 

AIUTA A RIDURRE LA GLICEMIA

L’albicocca contiene un fitormone che contribuisce al controllo degli zuccheri nel sangue, l’ acido abscissico, e che aiuta quindi nella prevenzione dell’insulino-resistenza e del diabete.

 

ALTAMENTE SAZIANTE

L’albicocca è tra i frutti con il maggiore indice di sazietà, oltre a essere altamente digeribile.
Consumare 3-4 frutti maturi al giorno, quando di stagione, aiuta a tenere sotto controllo il desiderio di dolci grazie alla presenza del magnesio, un sale minerale efficace in questi casi.
Il sapore zuccherino non deve trarre in inganno. Le albicocche infatti hanno un apporto calorico bassissimo (solo 28 kcal per 100 g) per essere un frutto.

Fame nervosa: alcuni consigli per gestirla!

 

FAME LEGITTIMA O GIUSTIFICATA

Avvertiamo questo tipo di fame quando non ci nutriamo a sufficienza o sono presenti importanti dispendi energetici, ad esempio quando svolgiamo attività fisica extra routine.
In quel caso la fame non è altro che la richiesta del tuo corpo di avere rifornimenti.
Se la fame sembra eccessiva può dipendere da meccanismi di stress esasperati che ti comunicano che sei in catabolismo e forte deprivazione nutrizionale.
Un altro motivo è l’errata distribuzione dei macronutrienti nell’arco della giornata, magari solo carboidrati a colazione o nessuna fonte di fibre e carboidrati a pranzo con conseguente fame pomeridiana e serale.

 

FAME ILLEGITTIMA O INGIUSTIFICATA

Se la tua alimentazione è corretta ma hai comunque fame all’improvviso e frequentemente nella stessa giornata e per più giorni consecutivi, possono esserci delle cause non collegate all’adeguatezza della tua alimentazione.

Spesso può dipendere da una riduzione della sintesi di serotonina da parte dell’intestino, noia, frustrazione, ansia, PMS, menopausa, alterazioni ormonali cicliche o continuative, condizioni patologiche non note come la disbiosi, la candida intestinale, l’ipertiroidismo, ecc.

Questo tipo di fame non si risolve mangiando, perché il cibo gratifica solo per pochissimo tempo. È una fame spesso caratterizzata da desiderio di zuccheri semplici, dolci, merendine, ma anche di salato e grassi.

 

SE HAI FAME DI DOLCE

Se hai fame di dolce probabilmente soffri di Carb Craving, deficit di serotonina, candida, iperinsulinemia, ma anche tristezza, noia, carenza di attenzioni e affetto. Queste emozioni hanno a che fare con la serotonina, le endorfine e l’appagamento.

 

SE HAI FAME DI SALATO
Potresti essere sotto stress cronico non gestito e gli ormoni dello stress, come il cortisolo che causa ritenzione, ti fanno desiderare cibi salati.

 

SE HAI FAME DI GRASSI
Potresti avere un ingolfamento epatico, delle vie biliari e della colecisti. Il fritto stimola il fegato e la colecisti, probabilmente il tuo corpo ti sta chiedendo aiuto, ma se ne mangi troppi… addio benefici.

 

SE HAI FAME DI TUTTO

È una fame indiscriminata: potrebbero essere presenti le condizioni analizzate prima, essere in forte deprivazione nutrizionale per errori volontari o inconsapevoli e/o soffrire di disturbi del comportamento alimentare.
Di base, quando la fame è così importante e irrefrenabile nella mente c’è un po’ di confusione, disordine e non si riesce a riprendere il filo metabolico e psico-fisico. È una condizione molto frustrante.

 

QUANDO SI MANIFESTA LA FAME NERVOSA?

Anche il momento di insorgenza della fame nervosa durante la giornata può fornire indicazioni utili.

Tra la colazione e il pranzo: probabilmente hai consumato solo carboidrati, saltato lo snack o c’è stato un grande dispendio energetico (fisico oppure mentale).

Tra il pranzo e la cena: forse hai saltato il pranzo (oppure è stato tardivo o inadeguato), lo snack o la colazione è stata inadeguata. Probabilmente c’è stress lavorativo non gestito, personale e/o familiare.
Queste condizioni innescano un meccanismo di sopravvivenza che attraverso la fame ti inducono a mangiare.

Dopo cena: probabilmente hai commesso alcuni errori delle slide precedenti, oppure vivi una condizione di frustrazione personale, c’è uno squilibrio ormonale, ci sono PMS o menopausa, hai disturbi del sonno che ti fanno iniziare la giornata già stanca e stressata, facendoti arrivare a fine serata esausta.
Di base, comunque, c’è quasi sempre un errore nella distribuzione giornaliera e nella quantità dei macronutrienti che, in sinergia negativa con le fluttuazioni ormonali e lo stress, innesca i meccanismi della fame nervosa.

 

COME RIMEDIARE ALLA FAME NERVOSA?
Devi identificare il tuo tipo di fame nervosa e se stai commettendo errori nella distribuzione di nutrienti, iniziare a seguire il tuo Reset Ormonale Biotipizzato e valutare se in 1-2 settimane la fame nervosa si riduce e diventa gestibile.
In caso contrario valuta se è necessario fare degli esami. Utilizza uno o più nutraceutici utili per il controllo della fame nervosa, per favorire la stabilità glicemica, nonché per contrastare e gestire lo stress favorendo la calma.

 

ALCUNI CONSIGLI
Utilizza spesso la cannella che favorisce la stabilità glicemica, aggiungila alle tisane, sulla frutta, e a qualsiasi alimento che gradisci.
Mastica lentamente, il cervello impiega circa 20 minuti per capire che hai mangiato. Se i pasti sono troppo veloci e poco nutrienti, il cervello penserà che tu non abbia mangiato e ti indurrà il senso della fame.
Non privarti di carboidrati, consumali nei momenti corretti della giornata e nelle giuste quantità in base alle tue necessità.
Evita i prodotti definiti light, sono meno palatabili, ne mangi di più e nella maggior parte dei casi non sono sazianti.