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Quanti tipi di Diabete esistono?

Quanti tipi di diabete esistono? Diverse tipologie e ognuna con caratteristiche specifiche e modalità di gestione diverse. In questo articolo ti spiegherò le principali differenze tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo, per capire meglio come si manifestano e quali sono le loro peculiarità.

 

 

Cos’è il diabete mellito?

Il diabete mellito è presente quando c’è aumento nel sangue dei livelli di glucosio (zucchero), definito come aumento della glicemia.
L’aumento della glicemia è secondario a un deficit della quantità dell’insulina. In questo caso ci troviamo nella situazione di diabete mellito di tipo 1.
Molte volte si ha anche un deficit nell’efficacia biologica dell’insulina, che è l’ormone prodotto dal pancreas e ha il compito di fare entrare il glucosio nelle cellule. Eccoci quindi in una condizione di diabete mellito di tipo 2.
Il diabete non è una malattia ereditaria ma si può avere una predisposizione familiare allo sviluppo della malattia, soprattutto in caso di diabete di tipo 2.

 

Diabete di tipo 1

In Italia le persone con diabete mellito di tipo  1 sono circa 300.000 e l’incidenza di questa patologia autoimmune è in aumento in tutto il mondo. Il diabete mellito di tipo 1, detto anche giovanile pur essendo presenti anche forme nell’adulto, rappresenta circa il 10% dei casi di diabete.
Il diabete di tipo 1 è di origine autoimmunitaria ed è la conseguenza di una distruzione, abbastanza rapida, delle cellule del pancreas che producono insulina.
Per il diabete di tipo 1 è assolutamente necessaria la terapia con l’insulina esogena perché in poco tempo l’organismo non ne produce più. Il diabete di tipo 1 compare soprattutto in bambini, adolescenti, giovani adulti e raramente inizia dopo i 40 anni.
La SID (Società Italiana di Diabetologia) distingue il diabete di tipo 1 in due varianti:
– diabete di tipo 1 (detto anche insulino-indipendente)
– diabete di tipo 1 detto LADA (Latent autoimmune diabetes of the adult).

 

Diabete di tipo 2

Circa il 5,9% della popolazione italiana adulta tra i 18 e i 69 anni è affetta e sa di avere il diabete mellito di tipo 2; stiamo parlando del 90% dei casi di diabete. La prevalenza cresce con l’età superando il 9% negli over 50. È più frequente negli uomini (6,6%) che nelle donne (6,1%).
Il diabete di tipo 2 può non essere diagnosticato per anni, perché l’iperglicemia evolve gradualmente e, inizialmente, non è così elevata da dar segno di sé con la classica sintomatologia diabetica. Questo significa che, in molti casi, esistono delle forme prediabetiche su cui si può intervenire per rendere reversibile la patologia.

 

Strategie per prevenire e gestire il Diabete di tipo 2

Nel corso della mia esperienza clinica, ho osservato come sia possibile ridurre o addirittura invertire l’insulino-resistenza con interventi mirati come, per esempio:
– l’ ottimizzazione del peso corporeo e bilanciamento tra massa magra e grassa (il rischio di diabete di tipo 2 aumenta in presenza di obesità o sovrappeso)
– l’attività fisica regolare
– una dieta specifica e personalizzata, biotipizzata
– l’utilizzo di nutraceutici
– la gestione dello stress, del sonno (per garantire la sua qualità) e la correzione dei ritmi circadiani.
Questi accorgimenti possono rendere reversibile il diabete di tipo 2 nelle sue fasi iniziali e migliorare il benessere complessivo. Infatti, il diabete di tipo 2 è strettamente collegato a condizioni come sovrappeso, steatosi epatica non alcolica e insulino-resistenza.

 

Ma come combattere l’insulino-resistenza?

Per imparare a gestirla ho messo a punto 20 strategie che puoi trovare nel mio libro “La dieta per glicemia e insulina con il Metodo Missori-Gelli®”. Nei prossimi giorni, troverai qui un articolo dedicato a quattro semplici strategie da applicare in cucina per migliorare la tua salute.

Nell’attesa, puoi leggere questo articolo in cui ti spiego quale sia la dieta migliore per il diabete – sia per prevenirlo sia per convivere con esso.

Qual è la dieta migliore per il diabete?

Qual è la migliore dieta per il diabete?
Quale dieta aiuta a controllare la glicemia?
Quale può aiutare nella prevenzione?
Con questo articolo vorrei aiutarti a comprendere qual è la migliore dieta per il diabete.
Ti mostrerò, infatti, quali sono le quattro diete più in voga del momento, così potrai capire in cosa consistono e come aiutano per gestire la glicemia.

 

 

Perché una dieta personalizzata è fondamentale per il diabete?

Ricorda che non esiste una dieta valida per tutti. Per scegliere la dieta più adatta a te, sia in caso di diabete sia per una buona prevenzione, bisogna valutare fattori individuali, come eventuali intolleranze alimentari, allergie, abitudini e lo stile di vita. Insomma, occorre individuare il tuo biotipo di appartenenza (consulta il video per individuare il tuo biotipo).


Ma qual è la dieta migliore per contrastare e prevenire il diabete?

Trovi tutti gli approfondimenti nel mio libro “La dieta per glicemia e insulina con il Metodo Missori-Gelli®”, ma qui ti riassumo le diete più diffuse con i loro vantaggi per il controllo della glicemia. Si tratta di diete regimi alimentari sia per prevenire il diabete che per controllarlo.


Dieta Mediterranea per il diabete

La dieta mediterranea è nota per i suoi effetti benefici sulla salute e per la prevenzione del diabete. Questo modello alimentare include piccole quantità di carne rossa, consumo moderato di pesce, pollame, abbondanza di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, con olio d’oliva come principale fonte di grassi sani. Studi scientifici dimostrano che la dieta mediterranea aiuta a ridurre l’incidenza del diabete e migliora il controllo della glicemia (Sandouk Z et al., 2017).


Dieta Low Carb e controllo della glicemia

La dieta low carb limita i carboidrati tra i 50 e i 100 grammi al giorno, con meno del 40% delle calorie totali provenienti da carboidrati (Bantle et al., 1993; Franz et al., 1995). Questo approccio aumenta il consumo di proteine e grassi da alimenti come carne, pesce, oli sani e avocado, limitando carboidrati amidacei come riso e pane.
Può essere efficace nella gestione del diabete mellito di tipo 2 a breve termine ma è necessaria cautela perché potrebbero eliminare importanti fonti di energia, fibre, vitamine e minerali. È anche importante monitorare il profilo lipidico, la funzionalità renale e l’apporto proteico in alcuni pazienti, soprattutto quelli con disfunzione renale (ADA, 2017; Sandouk Z et al., 2017).


La Dieta Chetogenica per il diabete

La dieta chetogenica è una dieta a basso contenuto di carboidrati, alto contenuto di grassi e moderato contenuto di proteine. È sempre necessaria la supervisione medica e del nutrizionista.
I suoi benefici nel diabete mellito di tipo 2 sono la riduzione e la stabilizzazione delle concentrazioni di glucosio e insulina nel siero, la riduzione della concentrazione di emoglobina glicata e la riduzione dell’indicatore HOMAR, della resistenza all’insulina e della massa corporea.
Sulla base dei dati disponibili, si può anche affermare che potrebbe essere ragionevole applicarla anche nel caso di diabete di tipo 1. Infatti l’effetto benefico di una dieta chetogenica nel tipo 1 può derivare dalle sue capacità antinfiammatorie, dalla stabilizzazione glicemica e dai potenziali effetti sul pancreas.


Dieta Vegetariana e Vegana e prevenzione del diabete

Le diete vegetariane sono state studiate negli ultimi decenni per i loro effetti preventivi e terapeutici sul diabete e potrebbero essere più utili dei farmaci per la gestione del diabete. Infatti sembrano essere inversamente associate al rischio di sviluppare il diabete, indipendentemente dall’associazione positiva del consumo di carne con lo sviluppo del diabete.
Anche in questo caso però occorre fare attenzione. La dieta vegetariana e quella vegana, infatti, devono essere supportate da un’integrazione di vitamine e minerali eventualmente carenti, e di aminoacidi e proteine se l’apporto giornaliero è insufficiente.


Qual è la dieta migliore per la glicemia e l’insulina?

Ogni dieta può essere adattata, ma il segreto sta nella personalizzazione in base al tuo biotipo morfologico (bilioso, sanguigno, linfatico o cerebrale) e alle tue caratteristiche psicofisiche. In questo modo, si possono ottenere benefici senza sacrificare il benessere complessivo.

 

A quale dieta prestare attenzione e in quali casi?

La dieta chetogenica è sconsigliata in caso di diabete scompensato:

    • Diabete mellito di tipo 2 con glicemia molto elevata
    • Diabete mellito di tipo 1 con chetoacidosi

 

Per saperne di più leggi “La dieta per glicemia e insulina con il Metodo Missori-Gelli®”.

 

Bibliografia scientifica

📚Sandouk Z et al. Diabetes with obesity – Is there an ideal diet? Cleve Clin J Med. 2017;84(7 Suppl 1):S4-S14.

📚American Diabetes Association. Lifestyle management. Sec. 4. In: Standards of Medical Care in Diabetes–2017. Diabetes Care. 2017a;40(suppl 1):S33-S43.

World Pasta Day: come mangiare la pasta con diabete, reflusso e gastrite

Pasta per diabete, reflusso e gastrite? Sì. Ecco come cucinarla, sceglierla e abbinarla.
In occasione del World Pasta Day (23 ottobre), voglio sfatare alcuni dei falsi miti più comuni sulla pasta e spiegarti come la pasta possa andare bene anche se si soffre di diabete, reflusso e gastrite. Capirai infatti come integrarla in modo sano nella tua alimentazione quotidiana.

 

Inoltre, ti darò una ricetta facile, veloce e adatta a tutti. Che tu abbia problemi di reflusso, gastrite o con la glicemia, la “Pasta al limone” ti permetterà di mettere in tavola un piatto gustoso, salutare e senza sensi di colpa!

 

 

Falsi miti sulla pasta: sfatiamoli

 

  • La pasta consumata la sera non fa ingrassare

Contrariamente a ciò che molti pensano, mangiare pasta la sera non ti farà ingrassare, anzi! Consumata a cena, può aiutarti a rilassarti, a ridurre i livelli di stress e a dormire meglio. Questo perché la pasta stimola la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Mangiare una porzione di pasta bilanciata, specialmente in situazioni di stress o insonnia, può migliorare il sonno e prevenire l’accumulo di peso, riducendo gli ormoni dello stress come il cortisolo.

 

  • La pasta è adatta anche a chi soffre di diabete o insulino-resistenza

Anche se hai problemi di glicemia o insulina, non devi rinunciare alla pasta. Il segreto sta nella scelta della pasta e nella cottura. Gli spaghetti, per esempio, hanno un basso indice glicemico e sono indicati anche per chi deve tenere sotto controllo la glicemia. Cucina sempre la pasta al dente per mantenere un basso indice glicemico, e abbina il piatto a verdure crude e cotte per stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Per scoprire altre strategie per migliorare la tua alimentazione e tenere a bada i livelli di glicemia e insulina, puoi consultare il libro “La dieta per glicemia e insulina con il Metodo Missori-Gelli®”

 

  • La pasta integrale è una scelta migliore per mantenere stabili i livelli di zucchero

Optare per la pasta integrale ti garantisce una fonte di carboidrati a lento rilascio. Questo tipo di pasta aiuta a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue e fornisce energia in modo costante, evitando i picchi glicemici. Inoltre, la cottura al dente non solo abbassa l’indice glicemico, ma ti dà anche una maggiore sensazione di sazietà.

 

  • La pasta può fornire un apporto proteico se combinata con i giusti ingredienti

Sì, la pasta può anche essere un’ottima fonte di proteine quando abbinata con alimenti proteici come uova e pancetta, come nel caso della classica carbonara. In questo modo, ottieni un pasto bilanciato e gustoso, perfetto per sostenere le tue esigenze nutrizionali. Per saperne di più, leggi il mio articolo “Non demonizziamo la carbonara“.

 

La ricetta per chi soffre di reflusso, gastrite e diabete

Se soffri di reflusso o gastrite, non devi rinunciare alla pasta. Una ricetta perfetta è la “Pasta al limone”, ma ne puoi trovare tante altre nel mio libro “Serena Cucina – Ricette funzionali, consapevoli e gustose”.

 

La “Pasta al limone” è leggera, facile da digerire e aiuta a ridurre i sintomi del reflusso e della gastrite. Il succo di limone bilancia il pH dello stomaco e migliora la digestione, mentre l’olio extravergine di oliva ha un effetto lenitivo. Questo piatto è adatto anche per chi deve gestire la glicemia, grazie all’uso di pasta integrale e alla cottura al dente.

 

Questa ricetta è un’ottima opzione non solo per chi ha problemi gastrici, ma per chiunque voglia gustare un pasto sano e funzionale nella propria routine quotidiana.

 

Ingredienti per due porzioni:
170 g di pasta (di riso integrale, avena, grano saraceno, farro, Senatore Cappelli)
il succo e la scorza di 1 limone
3 cucchiai di olio EVO


Tempo di preparazione
: un minuto.


Tempo di cottura
: 8-10 minuti.


Procedimento:

1. Cuoci la pasta in abbondante acqua per il tempo indicato sulla confezione.
2. Scola la pasta e condiscila con l’olio EVO e il succo di limone, guarnendo con la scorza.

Menopausa: rimedi naturali contro le vampate di calore

La menopausa è una fase naturale nella vita di ogni donna, ma i sintomi che la accompagnano, come le vampate di calore, possono essere particolarmente fastidiosi.
Quindi, se cerchi un rimedio naturale per alleviare le vampate, o se cerchi una soluzione da consigliare ad una persona a te cara che sta attraversando questo periodo, sei nel posto giusto.
Ecco quindi in questo articolo scoprirai i rimedi naturali più efficaci per combattere le vampate di calore in menopausa. Soluzioni semplici per ritrovare il benessere.

 

 

Cosa sono le vampate di calore?

Le vampate di calore sono tra i sintomi più comuni e fastidiosi della menopausa. Si manifestano con un improvviso senso di calore soprattutto nel viso, e coinvolgono anche il collo e la parte superiore del corpo. Spesso sono accompagnate da sudorazione e talvolta anche da palpitazioni. Le vampate notturne, inoltre, possono disturbare il sonno, provocando insonnia e aumentando il nervosismo.
Questo può influire negativamente sulla qualità della vita e causare stress in menopausa.


Vampate di calore in menopausa: i rimedi naturali 

Esistono diversi rimedi naturali che possono aiutarti a gestire le vampate e a ridurre il loro impatto quotidiano.


Soffia via le vampate

Può sembrare insolito, ma un trucco semplice per alleviare le vampate di calore consiste nel “soffiarle via”. Quando senti arrivare una vampata, prova a trattenere il respiro per qualche secondo. Poi, soffia lentamente come se stessi raffreddando un cucchiaio di minestra bollente. Questo semplice gesto può aiutare a raffreddare l’aria intorno a te e ridurre l’intensità della vampata.


Integratori per le vampate di calore in menopausa

Alcuni integratori naturali possono essere efficaci nel ridurre i sintomi della menopausa, comprese le vampate. Ecco due integratori utili:
• Angelica Sinensis: nota per la sua capacità di alleviare i sintomi delle vampate.
• Trifoglio rosso: ricco di fitoestrogeni, aiuta a contrastare sia le vampate che la sudorazione.
• Damiana: un supporto utile contro le vampate e il miglioramento della salute sessuale.


Altri integratori utili in menopausa

Oltre agli integratori specifici per le vampate, ci sono altri nutrienti e sostanze che possono sostenere il tuo benessere generale durante la menopausa:
• Multivitaminico: aiuta a combattere stanchezza e affaticamento, promuovendo l’energia.
• Complesso B: supporta il sistema nervoso e riduce lo stress.
• Magnesio: riduce l’irritabilità e migliora la qualità del sonno.
• Vitamina D: essenziale per la salute delle ossa, spesso fragili in menopausa.
• Verbena: combatte lo stress e l’ansia.
• Fieno greco: grazie ai fitoestrogeni, riduce i sintomi della menopausa e promuove la libido.

 

Il libro per tutte le tue esigenze

La menopausa può essere una sfida, ma con i giusti rimedi naturali, è possibile ridurre i sintomi più fastidiosi come le vampate di calore.
Se sei alla ricerca di una guida, da consultare tutti i giorni per affrontare al meglio questo periodo, puoi leggere “Il reset ormonale – Dal ciclo alla menopausa senza stress“. 

 

 

Per saperne di più leggi anche:

–Cinque consigli per affrontare la menopausa
–Tiroide e menopausa

Gastrite e reflusso: rimedi efficaci in base al tuo biotipo

Se soffri di gastrite o reflusso gastroesofageo, è importante capire che ognuno di noi affronta queste problematiche in modo diverso. Questa diversità dipende dal nostro corpo o, meglio, dal nostro biotipo morfologico. In questo articolo ti spiego come affrontare gastrite e reflusso con rimedi in base al tuo biotipo.

 

Cos’è il biotipo morfologico?

La biotipizzazione morfologica è il cardine del Metodo Missori-Gelli®. Consente a colpo d’occhio di capire immediatamente quali siano le caratteristiche fisiche – e successivamente psichiche – della persona e come queste caratteristiche siano influenzate da disfunzioni endocrine, stress, problematiche viscerali.

Sapere a quale biotipo appartieni ti permette di personalizzare le soluzioni per trattare il reflusso e la gastrite in modo mirato ed efficace.


Gastrite e reflusso: rimedi per ciascun biotipo

 

Biotipo Sanguigno

Caratteristiche:
volto squadrato, muscolatura robusta, tendenza alla pressione arteriosa alta e spesso irascibile.
Sintomi di reflusso e gastrite:
gonfiore e indurimento dell’addome dopo i pasti, difficoltà a digerire, e reflusso notturno con possibile apnea.
Soluzioni:
enzimi digestivi, betaina HCL e rimedi naturali come il Ficus carica e la melatonina possono aiutare a migliorare la digestione e ridurre i sintomi.

 

Biotipo Bilioso

Caratteristiche:
viso ovale, muscolatura tonica e bilanciata, con forte resistenza fisica e mentale.
Sintomi di reflusso e gastrite:
reflusso biliare, spesso associato a emozioni represse come rabbia o stress, gonfiore addominale e a volte calcolosi biliare.
Soluzioni:
enzimi digestivi, erbe amare, aloe, alga wakame e mastice di Chios per proteggere la mucosa gastrica e migliorare la digestione.

 

Biotipo Linfatico

Caratteristiche:
struttura corporea abbondante, adipe molle e tendenza alla pigrizia, con caviglie gonfie e fianchi larghi.
Sintomi di reflusso e gastrite:
sintomi spesso trascurati, con intervento solo in caso di problemi gravi come ulcere o reflusso con vomito.
Soluzioni:
depurativi, procinetici e riparatori della mucosa gastrica sono particolarmente indicati per questo biotipo.

 

Biotipo Cerebrale

Caratteristiche:
viso triangolare, muscolatura esile, tendenza all’ansia e al nervosismo.
Sintomi di reflusso e gastrite:
ansia, nervosismo, attacchi di panico e sensazione di soffocamento durante il reflusso notturno, accompagnati da bruciore e sudorazione fredda.
Soluzioni:
piante rilassanti come passiflora e biancospino, insieme a magnesio e melatonina, possono aiutare a ridurre lo stress e i sintomi correlati al reflusso.

 

Cerchi una guida completa per risolvere i tuoi problemi di reflusso e gastrite?

Come hai visto, ogni biotipo morfologico manifesta gastrite e reflusso gastroesofageo in modo diverso. Se cerchi una guida completa, pratica e di facile consultazione, può esserti di aiuto il mio nuovo libro “Stop reflusso e gastrite – Con dieta specifica, menù stagionali e strategie del Metodo Missori-Gelli®”.

Nel volume troverai:

1) le combinazioni alimentari migliori per combattere reflusso e gastrite

2) i nutraceutici da utilizzare per ridurre reflusso e gastrite

3) i menù stagionali di 4 settimane, con colazioni, pranzi, cene e spuntini per ogni singolo giorno

4) 21 strategie da applicare quotidianamente, come movimento, metodi di cottura ecc.

5) i consigli per ridurre i farmaci per reflusso e gastrite.

 

Per saperne di più, leggi gli altri articoli sull’argomento:

Gastrite: cause, sintomi, cibi da scegliere e da evitare
Reflusso: cibi da evitare e alimenti che aiutano a combatterlo
 

Reflusso: cibi da evitare e alimenti che aiutano a combatterlo

Se stai lottando con il reflusso, la buona notizia è che ci sono cibi che possono aiutarti a gestirlo meglio e altri che è bene evitare. Nel mio nuovo libro “Stop reflusso e gastrite  – Con dieta specifica, menù stagionali e strategie del Metodo Missori-Gelli®”, realizzato con il dott. Alessandro Gelli, ti propongo una guida completa per dire addio al reflusso. Iniziamo con questo articolo, che ti spiega cosa sia il reflusso, i cibi da evitare e gli alimenti che aiutano a combatterlo.

 

 

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo è quella fastidiosa risalita del contenuto dello stomaco verso l’esofago.
Di per sé il reflusso gastroesofageo non è una malattia e può anche verificarsi in modo fisiologico diverse volte durante la giornata senza causare danni alla mucosa dell’esofago o generare sintomi.

Diventa una malattia quando causa sintomi come il bruciore (pirosi) e rigurgito acido per l’incapacità della normale barriera antireflusso di proteggere da frequenti e anomale risalite di materiale più o meno digerito dallo stomaco.

 

 

Possibili complicazioni

Non tutte le persone con reflusso presentano lesioni della mucosa esofagea, altre invece hanno diversi gradi di esofagite (infiammazione dell’esofago anche con ulcere), stenosi peptiche (restringimenti dell’esofago con disfagia progressiva ovvero difficoltà nella deglutizione e discesa nello stomaco di solidi, semisolidi, liquidi), esofago di Barret (alterazione della mucosa esofagea, correlata al reflusso acido gastrico, che può dare un rischio maggiore di sviluppare il tumore all’esofago).

 

 

I sintomi del reflusso

I sintomi possono variare da persona a persona. alcuni dei più comuni sono:
– Bruciore di stomaco
– Dolore al petto, spesso confuso con problemi cardiaci
– Tosse cronica
– Erosione dentale
– Laringite
 

 
 

Le cause principali del reflusso

Negli ultimi trent’anni il reflusso è aumentato molto, soprattutto a causa dello stile di vita moderno. Alcune delle cause del reflusso sono:

– Obesità
– Alimentazione ricca di cibi ultra-processati
– Consumo eccessivo di alcol e caffeina
– Fumo

Anche se il peso corporeo può influenzare la comparsa del reflusso, questo disturbo non riguarda solo chi è in sovrappeso: colpisce anche persone normopeso o sottopeso.

 

 

Cibi da evitare se si soffre di reflusso

– Cibi fritti e grassi: rallentano la digestione e peggiorano il reflusso. Questi includono cibi fritti, carne grassa, formaggi stagionati, burro (eccezione per il ghee, o burro chiarificato, lenitivo per esofago e stomaco) e olii, soprattutto di semi.
– Cibi piccanti: spezie forti come pepe, peperoncino, salsa piccante e curry possono irritare la mucosa dell’esofago e aumentare il rischio di reflusso.
– Cibi acidi: come pomodori e agrumi (ad eccezione di limoni e pompelmi) aumentano l’acidità gastrica.
– Cioccolato e caffeina: rilassano lo sfintere esofageo e facilitano il reflusso.

 

 

Cibi che aiutano a combattere il reflusso

– Banane: non troppo mature ma nemmeno acerbe, possono tamponare il reflusso e lenire il bruciore anche gastrico.
– Zenzero fresco: ha proprietà antinfiammatorie naturali, antireflusso e antinausea, da utilizzare grattugiato sulle pietanze, in acqua o in pezzetti da masticare.
– Verdure verdi: come spinaci, finocchi e fagiolini, sono facilmente digeribili e leniscono l’apparato digerente.

 

La lista completa dei cibi contro la gastrite e il reflusso


Stop reflusso e gastriteNel mio libro troverai una lista completa di cibi da tenere a portata di mano, per combattere reflusso e gastrite ogni giorno. In questo articolo, invece, la lista dei cibi che aiutano a combattere la gastrite.

 

Oltre 20 strategie quotidiane per combattere il reflusso

 

Oltre ai consigli alimentari, nel libro ti fornisco una serie di strategie quotidiane per migliorare il tuo benessere digestivo. Si tratta di piccoli cambiamenti che, a lungo termine, possono fare una grande differenza.

Gastrite: cause, sintomi, cibi da scegliere e da evitare

Cos’è la gastrite? Da cosa è causata? Quali sono i sintomi più comuni? Ci sono dei cibi evitare? Quali, invece, possono aiutarti?

Oggi voglio parlarti di questo disturbo molto diffuso e che un po’ tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo dovuto affrontare. Analizzeremo cos’è la gastrite: cause e cibi da evitare

Nel mio nuovo libro “Stop reflusso e gastrite – Con dieta specifica, menù stagionali e strategie del Metodo Missori-Gelli®” (Edizioni Lswr), ho messo insieme delle strategie pratiche che riguardano sia l’alimentazione che il movimento per aiutarti a gestire e prevenire sia il reflusso che la gastrite.

Voglio condividere con te alcune di queste soluzioni e darti consigli utili per prenderti cura del tuo stomaco, ogni giorno, con giusti alimenti ed evitando o limitando quelli che possono causare (o peggiorare) la gastrite.

 

Cos’è la gastrite?

Lo stomaco è la sede della gastrite. Quella che ti dà bruciore, eruttazioni, cattiva digestione ma anche malassorbimento.
Lo stomaco è un tratto del canale alimentare che ha la forma di una “J” che accoglie il cibo che arriva dall’esofago per poi trasferirlo nel duodeno. Di fatto funziona come un serbatoio per immagazzinare il cibo ingerito, permettendo un’alimentazione intermittente, avviando il fisiologico processo digestivo e riversando il proprio contenuto in modo controllato e ordinato in considerazione della ridotta capacità di volume del duodeno.
L’integrità della sua mucosa – la mucosa gastrica – dipende dall’equilibrio tra la secrezione di sostanze aggressive (come l’acido cloridrico e la pepsina) e quella di sostanze protettive (come il bicarbonato e il muco). Quando l’equilibrio si rompe insorgono gastriti e ulcere.

 

Cause della gastrite

Ci sono molte cause che possono scatenare la gastrite. Alcune delle più comuni sono:

  • Cibi ultra-processati e di scarsa qualità;
  • Abuso di farmaci, alcol e caffeina;
  • Bevande zuccherate con edulcoranti artificiali;
  • Fumo;
  • Stress cronico non gestito, che aumenta la secrezione acida.
  • Mangiare di fretta, masticando poco e male. Ricorda: lo stomaco non ha denti, quindi se non mastichi bene, il cibo non verrà digerito correttamente!

 

I sintomi più comuni della gastrite

Vediamo adesso, per la gastrite, cause e cibi da evitare.  Ma prima analizziamo i sintomi più comuni. Eccone alcuni:

  • Bruciore e dolore addominale;
  • Dispepsia (difficoltà digestiva);
  • Nausea e vomito;
  • Eruttazioni;
  • Indigestione;
  • A volte, sintomi cardiaci, come palpitazioni, che possono essere confusi con problemi cardiaci


Cibi che causano la gastrite

La tua alimentazione è un fattore chiave. Alcuni alimenti possono irritare la mucosa dello stomaco e causare la gastrite, o peggiorarla. Ecco 4 cibi che ti consiglio di limitare o evitare:

  • Cibi ricchi di caffeina: bevande come caffè, tè nero, tè e bevande energetiche con caffeina possono rilassare il LES, favorire il reflusso e aumentare la produzione di acido gastrico.
  • Cibi ultra-processati: sono i prodotti alimentari iper-processati, risultato di formulazioni industriali che prevedono l’aggiunta di più ingredienti, tra cui additivi (compresi lattosio, caseina, glutine, siero di latte), conservanti, grassi idrogenati, coloranti alimentari, stabilizzanti e imitatori o mascheratori di sapore, insaporitori, ecc. Tra questi rientrano, per esempio, le bevande gassate, le creme spalmabili, fette biscottate, cereali per la colazione ecc.
  • Latte intero, scremato e derivati del latte come latticini e formaggi grassi: possono aumentare la produzione di acido gastrico e favorire il reflusso e la gastrite.
  • Legumi: hanno tempi di digestione molto lunghi per via delle fibre, vanno evitati la sera e nei periodi di maggior sintomatologia gastroesofagea. È bene rimuovere sempre la cuticola, che può causare gonfiore e irritazione intestinale.


Cibi che combattono la gastrite

Al contrario, ci sono alimenti che possono aiutare a ridurre l’infiammazione e lenire i sintomi della gastrite. Ecco 4 esempi:

  • Miele: può lenire l’infiammazione dello stomaco e ridurre il bruciore agendo sul ph. Un cucchiaino assoluto a digiuno può essere d’aiuto.
  • Zenzero fresco: antinfiammatorio, favorisce la riparazione dei tessuti gastrici, migliora la digestione, da utilizzare grattugiato sulle pietanze, in acqua o in pezzetti da masticare.
  • Riso, avena, farro, miglio, quinoa, grano saraceno, grano in chicchi o pasta: cotti in acqua abbondante, sciacquati e poi conditi con olio extravergine d’oliva.
  • Finocchi, zucchine, fagiolini, sedano, lattughino, valeriana, carciofi: cotti in padella, al vapore e crudi possono lenire il bruciore gastrico. Per i carciofi evitare la bollitura che li rende indigesti, ottimi crudi tagliati sottili conditi con succo di limone.

Per saperne di più leggi o acquista ““Stop reflusso e gastrite – Con dieta specifica, menù stagionali e strategie del Metodo Missori-Gelli®”

 

 

📝 Bibliografia 
Koch K.L., Physiological basis of electrogastrography, in Koch K.L., Stern R.M., editors, Handbook of electrogastrography, New York, Oxford Press, 2004

 

Articoli consigliati:
I fastidi della pancia: reflusso, gastrite, colite e disbiosi.