Se hai seguito le ultime pubblicazioni del mio blog, hai sicuramente visto che questo mese è stato dedicato alle varie diete, per capire quali sono i loro pro e i loro contro nella gestione della glicemia e dell’insulina e in caso di diabete.
Oggi ci dedichiamo alla dieta a basso indice glicemico, per capire che impatto abbia nel controllo della glicemia e come si struttura questo regime alimentare.
Cos’è l’indice glicemico?
Innanzi tutto, occorre chiarire cosa sia l’indice glicemico (IG): è una misura dell’aumento del glucosio plasmatico 2 ore dopo l’ingestione di carboidrati nel cibo rispetto a un alimento di riferimento come il glucosio che contiene una quantità equivalente di carboidrati.
L’IG misura la risposta post-prandiale di diversi carboidrati: gli alimenti ad alto indice glicemico aumentano la glicemia più degli alimenti a medio o basso indice glicemico.
Vari fattori influenzano l’IG tra cui:
– il tipo di carboidrati,
– il contenuto di grassi dell’alimento
– il contenuto di proteine dell’alimento
– la velocità di digestione.
Più veloce è la digestione di un alimento, maggiore è il suo IG. Gli alimenti ad alto indice glicemico (>70), come quelli altamente trasformati e con un alto contenuto di amido, producono livelli di picco di glucosio più elevati rispetto agli alimenti a basso indice glicemico (<55). Gli alimenti a basso indice glicemico includono lenticchie, fagioli, avena e verdure non amidacee.

Cosa prevede la dieta tradizionale a basso indice glicemico?
In questo regime alimentare, gli alimenti consentiti sono:
- pane integrale, segale, pita;
- avena, riso integrale, couscous;
- muesli, bulgur;
- la maggior parte dei frutti;
- verdure non amidacee.
Dieta a basso indice glicemico, glicemia e insulina: cosa dicono gli studi?
Questa dieta, come abbiamo visto, prevede alimenti a basso indice glicemico che non fanno aumentare velocemente la glicemia e l’insulina.
Inoltre molti alimenti a basso indice glicemico contengono elevate quantità di fibre, che prolungano la distensione del tratto gastrointestinale, aumentano la secrezione di colecistochinina e incretine e prolungano la digestione. (*1)
Non esistono studi ampi sulla mortalità o morbilità cardiovascolare delle diete a basso indice glicemico, ma alcuni studi hanno incluso parametri cardiovascolari. Uno studio randomizzato su 210 pazienti con diabete mellito di tipo 2 ha valutato i fattori di rischio cardiovascolare dopo 6 mesi di dieta a basso indice glicemico e dieta ad alto indice glicemico. Il gruppo con dieta a basso indice glicemico ha avuto un aumento di HDL-C rispetto al gruppo con dieta ad alto indice glicemico (Jenkins DJ et al., 2008).
Un altro studio crossover su 20 pazienti con diabete di tipo 2 che seguivano una dieta a basso contenuto glicemico per 2 periodi consecutivi di 24 giorni ha rivelato una riduzione del 53% dell’attività dell’inibitore-1 dell’attivatore del plasminogeno, un fattore trombolitico che aumenta la formazione di placche. (*2)
La maggior parte degli studi era di breve durata; quindi, il recupero del peso non è stato chiaramente stabilito. (*3).
I limiti della dieta a basso indice glicemico
Se da una parte, quindi, la dieta a basso indice glicemico migliora la risposta glicemica e insulinica, dall’altra limita nutrienti importanti. Per questo motivo occorre prestareprestate attenzione alle proprie necessità e provvedere, in caso di gravi mancanze, ad un’adeguata integrazione.
Un altro limite di questo regime alimentare è costituito dal fatto che l’indice glicemico varia con la preparazione, conservazione e maturazione degli alimenti.
Per saperne di più sulle diete per la gestione della glicemia e l’insulina
Innanzi tutto, puoi consultare gli altri articoli del mio blog. Troverai approfondimenti sulla Dieta low carb, Dieta mediterranea, Dieta Chetogenica, Dieta ad alto contenuto proteico e Dieta vegetariana e vegana.
Per approfondire e saperne di più su glicemia e insulina e per costruire il tuo piano alimentare personalizzato, che sia in linea con le tue esigenze e necessità, puoi leggere il mio libro “La dieta per glicemia e insulina con il Metodo Missori-Gelli®”. Troverai strategie quotidiane da applicare in cucina, allenamenti per la gestione dei picchi glicemici e insulinici e soluzioni personalizzate in base al tuo biotipo di appartenenza.
Bibliografia
*1 – Thomas D et al., 2009
*2 – Järvi AE et al., 1999
*3 – Sandouk Z et al., 2017
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