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Salute e Benessere

Endometriosi: cos’è, sintomi e cura

Tempo di lettura: 3 minuti

Endometriosi: ti sarà capitato di sentirne parlare, o ne soffri in prima persona. Purtroppo se ne parla ancora poco e si è iniziato a far luce su questa problematica prettamente femminile solo negli ultimi anni.

In questo articolo ti spiegherò in maniera chiara cos’è l’endometriosi, quali sono i suoi sintomi e come, grazie ad un’alimentazione funzionale e mirata, puoi ridurre i dolori e i fastidi che provoca.

 

 

Endometriosi: cos’è?

Si tratta di una malattia solo del mondo femminile ed è determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali (il rivestimento interno dell’utero) al di fuori dell’utero stesso.
Questo comporta infiammazione cronica pelvica (e anche di altri distretti se l’endometriosi è disseminata).
L’endometriosi cresce e si sviluppa dove trova una situazione caratterizzata dall’infiammazione dovuta dalla produzione eccessiva di estrogeni.
Per questo motivo anche l’alimentazione e l’integrazione devono occuparsi di ridurre l’effetto degli estrogeni e favorire la produzione del progesterone.

 

 

 

endometriosi cos'è

Sintomi endometriosi

L’infiammazione cronica pelvica si manifesta con:
– forti dolori pelvici
– sofferenza intestinale soprattutto durante il periodo mestruale e premestruale e nel periodo dell’ovulazione
– dolore durante i rapporti sessuali
– stanchezza fisica cronica, probabilmente a causa dell’infiammazione cronica.
– dismenorrea secondaria
La dismenorrea è un dolore uterino che sorge durante il periodo delle mestruazioni, può verificarsi con le mestruazioni oppure precederle anche di 1-3 giorni e tende a raggiungere il massimo picco 24 ore dopo la comparsa del flusso mestruale e scompare, di solito, dopo 2-3 giorni.
Può essere primaria – più frequente – e secondaria, dovuta, appunto, ad anomalie pelviche. Tra queste, l’endometriosi.
In una bassa percentuale dei casi l’endometriosi può essere asintomatica.

 

Endometriosi: diagnosi e cura

La diagnosi è sempre specialistica ed è uno dei motivi per cui bisogna pretendere che la dismenorrea non venga trascurata.
La terapia può essere di tipo medico e ormonale ma anche chirurgico, ed è ormai assodato anche il ruolo dell’alimentazione specifica.
A causa dei forti dolori, una soluzione comunemente utilizzata è la terapia tramite progestinici che però hanno diversi effetti collaterali, se assunti per lungo tempo.
Essi hanno un rapido effetto sulla riduzione dei dolori ma non migliorano lo stato della malattia. Infatti, una volta interrotta l’assunzione, i sintomi tornano tali e quali.
Per questo è importante affiancare le cure tradizionali con un’alimentazione funzionale.

 

Endometriosi e sterilità

Chi soffre di endometriosi, spesso ne viene a conoscenza quando scopre di avere un disturbo della fertilità, ma l’endometriosi da sola non comporta necessariamente sterilità.
Nonostante ciò, è presente nel 30% delle pazienti affette dalla malattia. Al momento sono in corso molti studi scientifici che indagano la relazione tra endometriosi e sterilità.
Non esiste una voce univoca sull’argomento ma sicuramente l’endometriosi intacca in diversi modi l’apparato riproduttivo femminile, i tessuti coinvolti nell’attecchimento degli embrioni e le riserve ovariche, riducendo le possibilità di fecondazione.

 

L’alimentazione per l’endometriosi

Lo scopo è ridurre l’infiammazione, il dolore, l’eccesso di estrogeni. Ecco come:

1) Ridurre i derivati del latte consentiti una volta a settimana (le loro proteine possono aumentare l’infiammazione stimolando la produzione delle prostaglandine infiammatore PGE2, PGE2A).
2) Carne rossa: evitare per 2-4 settimane poi 1 ogni 2 settimane se gradita ma biologica. Può aumentare la produzione di prostaglandine infiammatorie e può contenere ormoni se da allevamento intensivo. Evitare insaccati e carne di maiale.
3) Evitare zuccheri semplici e dolci confezionati e grassi idrogenati.
4) Evitare carne bianca per 2-4 settimane, poi 2-3 volte a settimana se gradita – ma biologica.
5) Avena una volta a settimana (contiene, seppur in piccola quantità, una quota di fitoestrogeni).
6) Evitare soia e derivati della soia che contengono xenoestrogeni.
7) Evitare l’alcol che altera la funzione epatica indispensabile per rimuovere gli estrogeni.
8) Prediligere frutta oleosa e bevande di frutta oleosa, avocado, pesce azzurro di piccola taglia (ricco di omega 3), salmone selvatico.
9) Per 2-4 settimane ridurre l’assunzione di glutine e prediligere cereali a basso tenore come Senatore Cappelli, farro, timilia, e senza glutine come riso, quinoa, miglio, sorgo, grano saraceno. Il glutine può causare infiammazione e le donne con endometriosi sembrano essere più sensibili al glutine.
10) Integrare nella propria alimentazione gli Omega3: possono alleviare i sintomi. Leggi l’articolo.

Per saperne di più e per creare la tua dieta personalizzata leggi “Il reset ormonale – Dal ciclo alla menopausa senza stress“.

 

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