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Tiroidite di Hashimoto e intestino: che relazione c’è e cosa è importante sapere

Imagine Tiroidite di Hashimoto e intestino: che relazione c’è e cosa è importante sapere

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Tiroidite di Hashimoto e intestino: che relazione c’è e cosa è importante sapere

Tempo di lettura: 11 minuti

Parliamo di tiroide, tiroidite autoimmune e intestino, malattie autoimmunitarie e interferenti endocrini. Tutte quelle cose di cui generalmente non si sente parlare quando si ha problemi di tiroide.

Sono molti gli italiani che combattono con queste problematiche, per la maggior parte donne, sebbene anche gli uomini ne siano affetti.

È importante capire che, quando si parla di malattie della tiroide, non si può pensare a questo organo come indipendente dal resto e trattare soltanto quello.

La tiroide, infatti, governa tutte le nostre cellule.

È l’organo che ci aiuta a mantenere attivo il metabolismo e a non sentirci stanchi, tant’è che le persone che soffrono di ipotiroidismo se ne accorgono perché sono sempre stanche, affaticate e aumentano di peso anche se non mangiano molto e non fanno abusi alimentari.

Se non andiamo a correggere tutti i meccanismi che portano al buon funzionamento della tiroide difficilmente riusciremo a migliorare.

 

 

 

Gli italiani che combattono con queste problematiche sono 6 milioni, per la maggior parte donne, sebbene anche gli uomini ne siano affetti.

 

È importante capire che, quando si parla di malattie della tiroide, non si può pensare a questo organo come indipendente dal resto e trattare soltanto quello.

 

La tiroide, infatti, governa tutte le nostre cellule.
È l’organo che ci aiuta a mantenere attivo il metabolismo e a non sentirci stanchi, tant’è che le persone che soffrono di ipotiroidismo se ne accorgono perché sono sempre stanche, affaticate e aumentano di peso anche se non mangiano molto e non fanno abusi alimentari.

 

Se non andiamo a correggere tutti i meccanismi che portano al buon funzionamento della tiroide difficilmente riusciremo a migliorare.

 

 

Tiroidite e intestino

 

Ma c’è una cosa importante che molti non dicono: la tiroidite autoimmune o tiroidite di Hashimoto, come tutte le malattie auto immunitarie, ha a che fare con l’intestino e con la salute della parete intestinale e del microbiota, cioè i batteri che vivono nel nostro intestino.

 

Quando si innesca una disbiosi intestinale, quando c’è una permeabilità dell’intestino, il sistema immunitario, presente per l’80% nel nostro intestino, si attiva per difenderci nei confronti di sostanze, virus, batteri o molecole che arrivano con il cibo e che hanno delle similitudini con le nostre ghiandole, nella fattispecie con la tiroide. Quindi, il nostro sistema immunitario si attiva contro queste sostanze e parallelamente attacca anche la tiroide.

 

Mentre un tempo si parlava soltanto di “tiroidite secondaria” dovuta, ad esempio, all’abuso dei fanghi di alghe o alla carenza di iodio, in realtà si è visto che la malattia autoimmunitaria può partire dall’intestino. Fondamentale, quindi, tenerlo sotto controllo, verificando se c’è una disbiosi intestinale, una permeabilità intestinale.

 

Un altro organo da non dimenticare è il fegato.
Può infatti lavorare con più fatica se c’è una steatosi epatica, ovvero si ha il fegato grasso, rendendo i nostri ormoni tiroidei meno disponibili e liberi.

 

 

Cosa controllare con le analisi del sangue per la tiroide?

 

TSH, FT3, FT4 e anticorpi.

 

L’ormone che ci fa sentire bene, vitali, in forma, forti è la frazione libera del T3 quindi FT3.
L’FT3 viene prodotto a partire dal T4 e questa conversione avviene prevalentemente nel fegato.

 

Questo significa che, se ci lasciamo andare a eccessi alimentari, abuso di alcool o abbiamo la seatosi epatica, magari a fronte di una tiroide sana, potremmo avere un rallentamento del metabolismo perché l’ormone viene convertito di meno. Oppure potremmo avere meno funzionalità tiroidea ottimale a causa di fattori esterni.

 

 

Interferenti Endocrini

 

Altri fattori da considerare sono gli interferenti endocrini come, ad esempio, la plastica.

 

Anche l’Unione Europea oggi ci dice che la plastica fa male. Rilascia, infatti, delle sostanze tossiche per il nostro organismo: gli ftalati e il bisfenolo. Questi agenti tossici, si legano ai ricettori ormonali alterando il metabolismo. Possono, così, rallentare la funzione tiroidea e peggiorare l’insulino-resistenza.

 

Purtroppo queste sostanze sono presenti anche nei biberon di plastica e nei ciucci, esponendo i nostri bambini all’intossicazione fin da neonati.

 

È necessario, inoltre, eliminare alcuni alimenti che “mimano” le cellule della tiroide, mandando in confusione il sistema immunitario. Quali sono? Il glutine, i derivati del latte, le proteine del latte in generale, gli interferenti endocrini.

 

Quando veniamo in contatto con queste sostanze, soprattutto se abbiamo una permeabilità intestinale, il nostro sistema immunitario si attiva perché ci difende contro queste ma allo stesso tempo attacca anche la tiroide (tiroidite). Quindi non è sufficiente fare una terapia sostitutiva per la funzione tiroidea per migliorare la situazione, ma è importante guardare sempre il quadro a 360°.

 

Un’altra buona pratica è analizzare l’acqua del rubinetto (kit in farmacia o portare campione all’USL) che, se molto clorata, distrugge la nostra flora intestinale invece di mantenerla in salute. Aggiungere filtri al rubinetto o usare caraffe filtranti con assenza di bisfenoli oppure usare acqua in bottiglia.

 

L’obiettivo di tutte queste accortezze è di tenere la tiroide in salute mantenendo in salute l’intestino, evitando tutte quelle sostanze che ne alterano l’equilibrio (eccesso di glutine, di farinacei raffinati, zucchero e latticini).

 

 

Cibi utili

 

Per favorire, inoltre, il metabolismo tiroideo e quindi la produzione degli ormoni, possiamo integrare alla nostra dieta alimentare la frutta oleosa, in particolare i pistacchi che contengono tirosina che è l’ormone precursore degli ormoni tiroidei, soprattutto per le donne in età fertile se il flusso è molto abbondante.

 

Un altro fattore da controllare sono le scorte di ferro, che ci servono per produrre la giusta dose di ormoni tiroidei. Ricordiamoci anche il selenio che è fondamentale. Basta mangiare 2 noci del Brasile al giorno per avere il quantitativo corrette per far funzionare la tiroide.

 

Ricordiamoci gli omega 3, di origine vegetale o animale, perché sono grassi antinfiammatori, quindi di fronte a una malattia auto immunitaria, che è sostenuta da una infiammazione cronica, è importante utilizzare cibi che siano antinfiammatori oltre che limitare gli zuccheri semplici, compreso lo zucchero di canna.

 

 

Importanza della biotipizzazione mirata

 

Le diete troppo estreme e lo stress cronico non gestito fanno aumentare un ormone – che ha sempre a che fare con la tiroide – che si chiama Reverse T3: il freno del metabolismo.

 

Mentre il T3 ci accende e fa aumentare il dispendio energetico, ci rende lucidi, sani, scattanti e asciutti, il Reverse T3 fa tutto il contrario: ci blocca e ci fa sentire stanchi. Quindi lo stress, la mancanza di sonno, le diete troppo privative, le diete “fai da te”, che non hanno la giusta quota di proteine nel momento giusto e che sono povere di carboidrati complessi, ci stressano e fanno aumentare la Reverse T3. Anche la terapia con cortisonici fa aumentare la Reverse T3, le infiammazioni, l’eccesso di estrogeni.

 

Fondamentale fare attenzione alla ritenzione idrica. Se si soffre di ritenzione idrica potrebbe essere a causa di un problema tiroideo, potrebbe esserci ipotiroidismo subclinico o una componente linfatica per la quale bisogna fare esami specifici e una biotipizzazione mirata.

 

 

Ipotiroidismo

 

Tante persone soffrono di ipotiroidismo, ovvero quando il TSH è molto elevato bisogna vedere se si è nella fascia del subclinico, se è un ipotiroidismo conclamato. Il TSH è elevato ma dobbiamo guardare le frazioni libere l’FT4 e l’FT3 perché a volte ci può essere un problema di conversione fra l’FT4 e l’FT3, quindi dobbiamo migliorare la conversione dell’ormone di deposito che è il T4 in T3 e lo possiamo fare con tutti quei cibi che vi dicevo prima. Con la vitamina C, tante spremute con il limone la mattina a digiuno e prima di mangiare ci aiutano. La vitamina C aiuta a effettuare questa conversione.

 

In gravidanza l’ipotiroidismo può avere effetti negativi anche sull’embrione, quindi è importante avere un giusto dosaggio. Esistono tanti farmaci che ci possono aiutare a sopperire a questa carenza. A seconda delle varie formulazioni possiamo avere l’ormone diretto, l’ormone indiretto che deve essere convertito o formulazioni miste, cioè ognuno deve avere il dosaggio personalizzato.

 

Dobbiamo ricordarci che la priorità deve essere quella di far tornare indietro questa situazione.
Nella maggior parte dei casi la tiroidite si scatena come le altre malattie immunitarie da una disfunzione intestinale. Quindi dobbiamo controllare la disbiosi, la permeabilità.

 

È importante controllare la propria alimentazione, sebbene molte persone pensino di mangiare bene. Se sei intollerante al lattosio assicurati che i farmaci che stai assumendo per la tiroide non contengano lattosio altrimenti ne assumerai di meno. È importante personalizzare ma è, soprattutto, importante capire che per far guarire la tiroide non è sufficiente fare la terapia sostitutiva, bisogna andare a controllare tutti quei fattori che hanno scatenato la tiroidite. Per fare questo bisogna che ci si conosca a 360 gradi.

 

 

Tiroidite di Hashimoto

 

La Tiroidite di Hashimoto è una tiroidite autoimmunitaria. Bisogna capire come si è scatenata l’autoimmunità: ci potrebbero essere anche delle cisti a livello della tiroide e spesso la tiroidite autoimmunitaria è associata alla policisti ovarica, che ha a che fare con l’insulino resistenza. Il cattivo funzionamento dell’intestino può peggiorare l’insulino resistenza. Se siete in ipotiroidismo, se avete la Tiroidite di Hashimoto, dovete fare un lavoro a 360 gradi.

 

Le malattie auto immunitarie hanno origine prevalentemente nell’intestino, quindi bisogna controllare come sta. Dovete cercare di ridurre al massimo, ad esempio nel periodo del Reset Tiroideo 3-4 settimane, tutti quegli alimenti che mandano in confusione il sistema immunitario che, per difenderci da questi, vanno ad attaccare anche la tiroide.

 

Ricordate che l’ipotiroidismo, la Tiroidite di Hashimoto, soprattutto per le donne in età fertile, ha anche a che fare con l’infertilità. Ciò che funziona è una terapia nutrizionale mirata sul biotipo, sull’assetto ormonale e gastrointestinale. Ricordatevi anche che l’alcool blocca la conversione del T4 in T3, quindi, se siete soliti bere vino e birra la vostra tiroidite potrebbe peggiorare.

 

Tiroidite di Hashimoto e Morbo di Crohn possono andare di pari passo perché anche il Crohn, che è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino, trae origine dalla stessa base: un mal funzionamento della barriera intestinale, una autoimmunità, una infiammazione.

 

 

Alimenti NO in caso di ipotiroidismo e di tiroidite

 

Limitare al massimo i latticini, cercate di limitare il glutine (pane, pasta, biscotti, prodotti da forno).

 

Questo non significa che non si potranno più mangiare, ma dobbiamo andare in reset per consentire alla barriera intestinale di ripararsi. È un processo che può richiedete 2-3-4 settimane o 2-3 mesi a seconda delle condizioni iniziali. Cercate di inserire altri cereali a basso tenore di glutine e optare assolutamente per alimenti non raffinati.

 

No alle merendine senza glutine: sono piene di zucchero e grassi idrogenati.
Mettere i cereali in ammollo per attivarli. I  cereali sono ricoperti di fitati che sono antinutrienti che ci impediscono di assorbire proprio quei minerali e quelle vitamine che ci servono per far funzionare correttamente la tiroide. In ammollo anche il riso, il grano saraceno, la quinoa almeno 6-8 ore prima di cucinarla. Utilizzate la batate al posto delle patate che possono scatenare reazioni intestinali. Cerchiamo di limitare pomodori, peperoni, peperoncino, melanzane se siamo in reset.

 

 

Terapie ed esami per la tiroide

 

Fino a pochi anni fa non si sapeva nulla della connessione tra intestino e tutto il resto del nostro corpo. Abbiamo sempre considerato l’intestino come un tubo di carico e scarico. In realtà nell’intestino risiede il nostro secondo cervello, che influenza i nostri pensieri e il nostro sistema immunitario perché è proprio nell’intestino che c’è l’80% del nostro sistema immunitario. Quindi trattiamolo con rispetto e ricordiamoci che quello che introduciamo fa la differenza su come reagiamo da un punto di vista metabolico.

 

Quando si parla di tiroide non potete risolvere il problema soltanto assumendo una compressa. La compressa incide soprattutto sulla sensazione di come vi sentite. Se siete in ipotiroidismo marcato sicuramente la terapia sostitutiva ormonale è quello di cui avete bisogno per uscire fuori dalla sonnolenza, dalla stanchezza, dal peso che si è bloccato, ma nel frattempo dovete andare alla ricerca delle cause che vi hanno provocato la tiroidite. L’esame microbiota delle feci è importante e ci racconta molto sulla popolazione intestinale microbica e fungina. Per permeabilità intestinale fare il test all’idrogeno metano.

 

Fare solo la terapia sostitutiva non fa la differenza: rimane la sonnolenza, la stanchezza, la ritenzione idrica e questo succede se nessuno vi insegna come mangiare e come correggere la disfunzione intestinale e, soprattutto, se nessuno vi insegna che gli interferenti endocrini ci stanno distruggendo non solo la tiroide ma anche il nostro metabolismo. Usate contenitori in vetro per conservare alimenti. Imparate a gestire lo stress con tecniche vi faranno mettere il turbo al metabolismo, imparate a respirare a rilassarvi.

 

Ci sono molto integratori che si possono utilizzare per contrastare e controllare gli effetti nocivi dello stress. Lo stress mantiene alto il cortisolo, che è l’ormone principe dello stress e ci fa ingrassare, accumulare adipe sull’addome, sul torace, intorno al collo, sulla schiena. Ci rallenta il metabolismo e blocca la conversione del T4 in T3 favorendo la formazione della Reverse T3: il nostro freno al metabolismo. Invece noi dobbiamo sollevare il piede dal freno e spingerlo sul pedale dell’acceleratore!

 

Le malattie autoimmunitarie della tiroide posso mandare in ipotiroidismo perché esiste il Morbo di Basedow, quindi spesso si può passare in una prima fase di super dimagrimento di tremolio e agitazione e poi successivamente finire in ipotiroidismo quando aumentano gli anticorpi anti tireoglobulina e antiperossidasi. Molti studi confermano che la disbiosi intestinale, ovvero alterazione del gut e del gut microbiota, è anche responsabile di malattie metaboliche e cardiovascolari. Quindi il nostro intestino ha a che fare con autoimmunità, con diabete mellito, infertilità, mal di testa. L’alcool ha un effetto negativo sul metabolismo cellulare ma porta anche ad un eccesso di estrogeni. Le donne che fanno terapia con estroprogestinici magari come contraccettivo oppure una terapia sostitutiva ormonale in menopausa possono tendere all’ipotiroidismo. Anche in questo caso bisogna fare una integrazione adeguata per fare in modo che il microbiota funzioni regolarmente.

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