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Nutrizione , Salute e Benessere , Tiroide

Tiroide e crucifere: perché bisogna stare attenti?

Imagine Tiroide e crucifere: perché bisogna stare attenti?

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Tiroide e crucifere: perché bisogna stare attenti?

Tempo di lettura: 1 minuto

Quando parliamo di bellezza e semplicità dei cibi naturali è impossibile non associare le crucifere. Questi ortaggi, ci rimandano al cibo contadino di una volta, sono anti estrogeni, ricchi di zolfo, sono un alimento chiave nella funzione epatica.

 

Ma come si comportano con la nostra tiroide?

 

Fanno parte della famiglia delle crucifere:

 

  • Broccoli e broccoletti: contengono anche iodio;
  • Cavolfiore: sedativo per il contenuto in bromo, quindi utile nell’insonnia e diuretico;
  • Cavolo verza, cavolo cappuccio e cavolini di Bruxelles: sono ricchi di fibre, utilissimi nella stitichezza se non troppo cotti;
  • Cime di rapa;
  • Rucola e ravanelli: fluidificano la bile e stimolano il metabolismo;
  • Senape: spezia.

 

Le crucifere sono gozzigene, ma cotte, fermentate o crude associate correttamente con altri alimenti vanno bene anche se si soffre di disfunzioni tiroidee.

 

In medicina si dice che l’effetto gozzigeno è procurato dallo iodio per il cosiddetto blocco di Wolff-Chaikoff: l’eccesso di Iodio inibisce la tiroide.

Alcune sostanze gozzigene della famiglia dei glucosinolati, presenti nelle crucifere, sono responsabili di questo blocco.

 

La sostanza gozzigena incriminata pare sia la goitrina (isotiocianato) che è in grado di legare lo Iodio e perciò di bloccarne l’assorbimento a livello della ghiandola tiroidea e quindi di impedire la sintesi degli ormoni tiroidei (T3 e T4).

Non sono alimenti che consumiamo tutti i giorni, pertanto se consumarle è compensato in modo funzionale, non provocano problemi.

Per questo motivo le crucifere sono considerate cibi “gozzigeni” in caso di consumi notevoli per lunghi periodi, oppure sugli individui che abitano in aree geografiche lontane dal mare, predisposti geneticamente o in gravi carenze alimentari di Iodio.

 

L’azione gozzigena di queste sostanze viene in parte disattivata dalla cottura, per cui tagliando questi ortaggi a strisce sottili, si ottiene una riduzione di tali effetti negativi durante la cottura stessa, che non dovrebbe essere protratta oltre i 15 minuti per non deteriorare il sulforafano.

  • Nel caso di ipotiroidismo puoi associare le crucifere al pesce, ricco di iodio o alle alghe.
  • In caso di ipertiroidismo, per rallentare la tiroide, ti consiglio di consumarle giornalmente, limita i cibi ricchi di iodio sino alla normalizzazione dei valori, poi associale al pesce.
  • In presenza di tiroidite con ipotiroidismo segui le indicazioni per l’ipo, in caso di iper per l’iper, in caso di normofunzione assumile in base alla tolleranza intestinale associandole o meno al pesce e alla alghe.

 

Ricorda, se soffri di una disfunzione tiroidea, per ciascuna bisognerà adottare una strategia alimentare differente!

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