La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo, responsabile della produzione degli ormoni tiroidei T3 e T4. Questi ormoni regolano molteplici funzioni vitali, tra cui il metabolismo, la temperatura corporea, l’umore, la fertilità e il funzionamento cardiovascolare e digestivo. Una tiroide in equilibrio è quindi essenziale per la salute generale dell’organismo.
Ma qual è la correlazione tra tiroide e omega-3?
Perchè gli omega-3 sono essenziali per il corretto funzionamento della tiroide?
E come comportarsi in base alle patologie di cui si soffre?
Vediamo insieme.
Le principali patologie tiroidee
Le disfunzioni della tiroide sono tra le condizioni endocrine più diffuse e colpiscono milioni di persone.
Le patologie della tiroide influenzano significativamente il metabolismo e la qualità della vita.
Infatti, una tiroide che non funziona bene può causare diversi disturbi: aumento o perdita eccessiva di peso, infertilità, caduta dei capelli e delle unghie, scarsa gestione dello stress,disturbi intestinali, disturbi di memoria, attenzione e concentrazione.
Le patologie tiroidee sono frequentemente associate a disbiosi intestinale. Per ciascuna problematica tiroidea, avremo differenti conseguenze sullo stato di salute. Vediamo le problematiche principali. 
Ipotiroidismo
L’ipotiroidismo è una condizione in cui la tiroide non produce abbastanza ormoni. I sintomi includono stanchezza, aumento di peso, pelle secca, capelli fragili, sensazione di freddo e rallentamento mentale, disturbi del ciclo, calo della libido. Può essere causato da carenze nutrizionali, stress cronico, disbiosi intestinale, infiammazione o tiroidite autoimmune. Spesso è una condizione sottodiagnosticata, soprattutto nelle fasi iniziali.
Per saperne di più leggi l’articolo di approfondimento.
Ipertiroidismo
Nell’ipertiroidismo la tiroide produce una quantità eccessiva di ormoni. I sintomi includono ansia, insonnia, perdita di peso, tachicardia, diarrea e sudorazione eccessiva. Le cause possono essere diverse, tra cui il morbo di Basedow e noduli autonomi funzionanti e autoimmunità. Questa condizione può avere importanti ripercussioni sul cuore.
Anche per l’ipertiroidismo ho scritto un articolo di approfondimento, lo trovi qui.
Tiroidite autoimmune
La tiroidite più comune è la tiroidite di Hashimoto, una condizione cronica in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, causandone l’infiammazione e, nel tempo, un progressivo deterioramento della sua struttura e funzione. Si tratta della causa principale di ipotiroidismo nei paesi Occidentali e può essere associata ad altre malattie autoimmuni come la malattia celiaca e la gastrite autoimmune.
Noduli tiroidei
I noduli tiroidei sono formazioni anomale all’interno della ghiandola che possono essere solidi o cistici. Nella maggior parte dei casi sono benigni, ma alcuni possono evolvere in forme tumorali. Spesso sono asintomatici e vengono scoperti durante controlli ecografici e palpazione della tiroide. In alcuni casi possono alterare la funzione tiroidea o causare fastidi locali di tipo compressivo come deviazione della trachea e dell’esofago con difficoltà respiratorie e alla deglutizione.
Omega-3: si possono assumere se si hanno problemi tiroidei?
Molti pazienti affetti da patologie tiroidee esitano ad assumere acidi grassi omega-3 per il timore che possano contenere iodio, essendo derivati da pesce o alghe.
Facciamo chiarezza e, soprattutto, un passo indietro: qual è la correlazione tra problematiche tiroidee e iodio?
Per chi soffre di patologie tiroidee, come tiroidite di Hashimoto o ipertiroidismo, è consigliata una limitata assunzione di iodio perché un eccesso può peggiorare la funzione della ghiandola.
Troppo iodio, infatti, può attivare o aggravare una risposta autoimmune o modificare negativamente la produzione ormonale tiroidea. Quindi, attraverso uno studio dello specifico caso clinico e con un’alimentazione personalizzata, lo iodio non va eliminato, ma dosato con attenzione e in base ai propri fabbisogni.
Torniamo adesso agli integratori di omega-3 e al timore che possano contenere iodio e, quindi, possano peggiorare i problemi tiroidei.
In realtà, negli omega-3 naturali sotto forma di trigliceride ad uso nutraceutico o integrativo non è presente iodio in quantità rilevanti, e quindi non vi è alcuna controindicazione in tal senso.
Gli omega-3 hanno un effetto benefico nella riduzione dell’infiammazione della tiroide autoimmune, nel trattamento della tiroidite e nel miglioramento della funzionalità tiroidea, contribuendo anche a stabilizzare la produzione degli ormoni tiroidei. Il loro effetto complessivo è quindi positivo e supportivo per chi soffre di disturbi alla tiroide.
Omega-3: un supporto per la salute della tiroide
Esistono numerose interazioni tra gli omega-3 PUFA e gli ormoni tiroidei, persino a livello delle proteine che trasportano questi ormoni. Per quanto riguarda i meccanismi protettivi o di miglioramento delle malattie autoimmuni (come la tiroidite) grazie agli omega-3, uno di questi può essere la ridotta produzione di chemochine, un effetto già osservato anche per altri nutraceutici. Studi recenti indicano anche il coinvolgimento delle resolvine: un aumento intracellulare di queste molecole è associato alla protezione dei tessuti dall’infiammazione, come osservato in modelli animali dopo somministrazione combinata di omega-3 PUFA e ormoni tiroidei.
Per saperne di più, ricorda che ho scritto diversi volumi dedicati alla tiroide, come:
La dieta della tiroide biotipizzata
Asse tiroide – intestino
Tiroide e metabolismo: le ricette
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