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Glicemia e insulina

Iperinsulinemia: cos’è? Sintomi e cause

Tempo di lettura: 4 minuti

Iperinsulinemia: cos’è?
Da cosa è causata?
Che relazione ha con la tiroide, l’acne e la sindrome metabolica?
Si può intervenire? E se sì, come?

Oggi voglio fare chiarezza sull’ iperinsulinemia, partendo dai sintomi nascosti e dalle correlazioni che, spesso, ignoriamo.
Ma facciamo un passo indietro.

Che rapporto c’è tra iperinsulinemia e insulino-resistenza?

Quando si parla di iperinsulinemia, ci riferiamo ad una condizione in cui il corpo produce quantità elevate di insulina per compensare una scarsa sensibilità delle cellule a questo ormone. In altre parole, siamo di fronte a un quadro di insulino-resistenza: le cellule non rispondono bene e l’organismo è costretto a produrre più insulina per mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue. Questo squilibrio non sempre si manifesta subito con segnali evidenti, ma porta con sé una serie di sintomi nascosti e di conseguenze a lungo termine.

iperinsulinemia sintomi

Iperinsulinemia: i sintomi nascosti

I segni dell’iperinsulinemia non sono sempre chiari né immediatamente collegati al metabolismo. Spesso si manifesta stanchezza, sonnolenza dopo i pasti, difficoltà di concentrazione, cali improvvisi di energia, fame frequente o “attacchi di fame”, palpitazioni, sudorazione, edema alle palpebre, irregolarità del ciclo mestruale, parestesie, scarsa tolleranza al freddo e astenia. Sono sintomi che spesso vengono sottovalutati, ma che ci raccontano molto sul funzionamento dell’organismo. Riconoscerli è il primo passo per intervenire.

Riassumendo, i sintomi più comuni sono: sudorazione, tachicardia, tremori, brividi, fame continua, stato confusionale, cefalee, visione offuscata, vertigini, svenimenti e convulsioni.

Iperinsulinemia: i segni più comuni
I segni visibili a occhio nudo o attraverso strumentazione ecografica che ci possono far sospettare un’insulino-resistenza sono:
– sovrappeso/obesità;
– circonferenza vita >80 cm nella donna e di 94 cm nell’uomo;
– steatosi epatica;
– acantosi nigricans ovvero macchie scure sulla pelle (retro del collo, gomiti, ginocchia, nocche e ascelle);
– fibromi cutanei.

 

 

Iperinsulinemia: è causata dai carboidrati?

Occorre ricordare che la colpa dell’insorgenza dell’iperinsulinemia, così come del diabete, non è solo dei carboidrati.
Iperinsulinemia, diabete e le malattie metaboliche sono la risultanza di un mix di fattori concomitanti che impattano sulla nostra genetica, mettendo in atto meccanismi epigenetici sfavorevoli che innescano la malattia.
I carboidrati sono implicati nel processo? Certo che sì! Sono gli unici responsabili? Assolutamente no! Quello che fa la differenza è la contestualizzazione dei carboidrati, come li utilizziamo, a che scopo, in che quantità, in quale momento della giornata, di che tipo e se sono in armonia con le altre fonti di nutrienti.

Iperinsulinemia e condizioni metaboliche

L’iperinsulinemia e l’insulino-resistenza sono alla base di molte condizioni che oggi vediamo sempre più diffuse: sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2, steatosi epatica (fegato grasso), ipertensione e disordini cardiovascolari. Non si tratta di eventi isolati, ma di tasselli di uno stesso quadro metabolico. Per questo motivo con il mio metodo Missori-Gelli® propongo un approccio integrato che unisce alimentazione mirata, attività fisica regolare, corretta gestione dello stress e, se necessario, un supporto fitoterapico e nutraceutico personalizzato.

Sindrome metabolica e iperinsulinemia

La Sindrome metabolica rappresenta un quadro clinico complesso determinato dalla presenza simultanea di ipertensione, obesità e iperglicemia. Viene anche indicata come una sindrome da insulino-resistenza perché si pensa che la causa principale sia proprio la resistenza delle cellule all’azione dell’insulina.
Il Gruppo Europeo di studio della resistenza insulinica afferma che la SM è accertata se sono presenti contemporaneamente insulino-resistenza, iperinsulinemia e due dei seguenti parametri:
– circonferenza vita > o = 94 cm nei maschi e > o = 88 cm nelle femmine;
– pressione arteriosa > o = 140/90 mmHg;
– colesterolo HDL o = 115 mg/dl;
– glicemia a digiuno tra 110 e 126 mg/dl.

 

 

Legame con endometriosi, acne e ovaio policistico

L’iperinsulinemia può amplificare i disequilibri ormonali e favorire processi infiammatori che, nel tempo, aggravano questi disturbi. 

 

 

Tiroide e iperinsulinemia

Esiste anche una correlazione tra problematiche tiroidee e iperinsulinemia. Hai mai sentito parlare del’asse tiroide – intestino?
Per saperne di più puoi leggere questo articolo LINK
In sintesi: la disfunzione tiroidea peggiora il metabolismo glucidico, l’insulino-resistenza, l’assetto lipidico, la funzione epatica, fattori in causa e coinvolti nelle patologie metaboliche. Correggere quindi la funzione tiroidea e la disbiosi può rivelarsi vincente sul metabolismo così come correggere l’iperinsulinemia può migliorare la funzione tiroidea e l’effetto stimolante la crescita del gozzo e dei noduli tiroidei dell’insulina.

 

Come intervenire?

Per poter dimagrire, correggere la glicemia, l’iperinsulinemia, la steatosi epatica è necessario:
– capire quale sia il proprio Psico-Biotipo morfologico;
– individuare il livello del blocco metabolico;
– analizzare gli assetti ormonali alterati;
– valutare funzione e struttura epatica e occuparsene e lo stato del microbiota;
– identificare, gestire e contrastare gli effetti dello stress;
– trattare con stile di vita, alimentazione funzionale, nutraceutica, terapia farmacologica laddove necessario le alterazioni presenti;
– raggiungere gli obiettivi;
– mantenere i risultati con strategie sostenibili nel tempo.

 

Tutte queste azioni rientrano nel Metodo Missori-Gelli®, con cui propongo un approccio integrato che unisce alimentazione mirata, attività fisica regolare, corretta gestione dello stress e, se necessario, un supporto fitoterapico e nutraceutico personalizzato.
Trovi tutti i dettagli nei miei libri “Asse tiroide – intestino” e “La dieta per glicemia e insulina con il Metodo Missori-Gelli®“.

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