La sua carenza, che sembra essere epidemica, colpisce tutte le fasce d’età ed è associata a molteplici malattie, disturbi generalizzati, osteoporosi, patologie neoplastiche, fragilità del sistema immunitario e tanto altro.
Uno studio recente ha suggerito un’associazione tra la Sindrome Metabolica (SM) e la carenza di vitamina D, anche se i dati non sono conclusivi. Lo studio trasversale è stato condotto su un campione di 326 soggetti di età 18 anni o più, reclutati in un centro sanitario. I partecipanti sono stati sottoposti ad un colloquio ed un esame clinico standardizzato, al dosaggio di livelli sierici di 25-idrossivitamina D (25-OH VITD) e di altri parametri di laboratorio associati alla SM.
La Sindrome Metabolica in base ai criteri IDF è presente quando all’obesità addominale (misurata in cm < 80 cm nelle donne e di 94 negli uomini) si associano uno o più fattori quali:
- il Diabete Mellito di tipo 2 o l’alterata glicemia a digiuno (maggiore di 100 mg/dl);
- la dislipidemia (alti trigliceridi o terapia in atto per questi; basso HDL);
- l’ipertensione arteriosa.
Nella popolazione in studio, la prevalenza della SM era del 36,1% e la prevalenza di carenza di vitamina D (25-OH D Vit <20 ng / ml) del 56,3%. La SM è risultata più comune nel gruppo di pazienti con deficit di vitamina D (43,4%) rispetto al gruppo senza deficit (26,8%, p = 0,006), con un rapporto di prevalenza stimata di 1,62 (IC 95%: 1,13-2,31).
Si è concluso quindi che c’è un’associazione significativa tra la carenza di vitamina D e la SM ed entrambe le condizioni sono altamente prevalenti nella nostra popolazione.*
In pratica cosa possiamo fare?
- Mantenere od ottenere un giusto peso corporeo (alimentazione biotipizzata, attività fisica personalizzata),
- controllare la glicemia ed i livelli dei lipidi nel sangue (monitoraggio, alimentazione adeguata),
- monitorare la pressione arteriosa (misurazione, alimentazione adeguata ed eventuale terapia con fitoterapici o farmacologica in base al giudizio del medico curante)
- fare un dosaggio della vitamina D per scoprire se ne siamo carenti ed eventualmente integrarla nella dieta se la sola esposizione al sole non è per noi sufficiente.
La SM è associata a maggior rischio di malattie cardiovascolari come l’infarto del miocardio e l’ictus, al diabete mellito di tipo 2 e forse anche alle neoplasie. Non solo gli adulti ma anche i bambini ne sono affetti a causa degli abusi alimentari ed alla cattiva alimentazione troppo ricca di zuccheri semplici e lipidi non sani, della sedentarietà e della familiarità.
La prevenzione è sicuramente l’arma vincente!
DR Serena Missori.
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