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Salute e Benessere

Ovaio policistico: cos’è, sintomi e cura

Tempo di lettura: 3 minuti

Ovaio policistico: cos’è? Come si cura?
Se cerchi una risposta a queste domande, sei nel posto giusto.
Oggi infatti ti spiegherò da cosa è causata la sindrome dell’ovaio policistico, quali sono i sintomi più comuni e cosa provoca. Ma andiamo con ordine.

 

Cos’è la sindrome dell’ovaio politicistico?

La Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una patologia molto frequente nelle adolescenti e nelle giovani donne. Si tratta di una sindrome complessa, caratterizzata dalla presenza di ovaie ingrandite e micropolicistiche, oltre a un quadro clinico segnato da alterazioni endocrinologiche, come iperandrogenismo (aumento degli ormoni maschili), disordini del ciclo mestruale, sovrappeso e obesità. Inoltre, può causare alterazioni metaboliche con conseguenze sulla salute fisica, estetica, riproduttiva e metabolica.
Si stima che la PCOS colpisca tra il 5 e il 10% delle donne in età fertile. Spesso esordisce durante l’adolescenza con irregolarità mestruali, che molte giovani tendono a sottovalutare. Le disfunzioni metaboliche, invece, diventano più evidenti in età premenopausale.

 

ovaio policistico cos'è

 

Ovaio policistico: sintomi

I principali sintomi endocrinologici della PCOS sono:

  • Irregolarità mestruali (80%) – oligomenorrea, amenorrea, metrorragie, infertilità.
  • Iperandrogenismo (60%) – irsutismo, acne, alopecia.
  • Obesità (50%).

I disturbi metabolici più comuni nel tempo includono:

  • Intolleranza glucidica e diabete mellito
  • Dislipidemie
  • Iperfibrinogenemia e aumento del rischio cardiovascolare.
  • Ipertensione
  • Infertilità (presente nel 70-85% dei casi).

 

Ovaio politicistico: cause

Tra i possibili fattori di rischio per lo sviluppo della PCOS ci sono l’ipertricosi (eccessiva peluria) in epoca prepuberale e il sovrappeso, soprattutto se accompagnato da un basso peso alla nascita. Tuttavia, la PCOS è una sindrome multifattoriale, in cui concorrono diversi elementi che ne favoriscono l’insorgenza e il mantenimento.

 

 

Con la sindrome dell’ovaio policistico aumenta la presenza degli ormoni maschili, androgeni

Uno degli aspetti principali della PCOS è l’aumento degli ormoni maschili (androgeni), che porta a un’eccessiva produzione di estrone. Questo squilibrio induce un aumento delle gonadotropine, in particolare dell’LH, mentre la sintesi di FSH viene inibita. Il risultato è un rapporto alterato tra LH e FSH, che impedisce la maturazione follicolare e quindi l’ovulazione. Allo stesso tempo, le ovaie producono una quantità eccessiva di androgeni, alimentando un circolo vizioso che perpetua la sindrome.

L’iperandrogenismo può derivare da diversi fattori, tra cui:
– Un’eccessiva produzione di androgeni a livello surrenalico
– Insulino-resistenza
– Difetti enzimatici nella sintesi degli ormoni steroidei.

L’aumento degli androgeni non è solo dovuto alla struttura anatomica dell’ovaio policistico, ma anche alla sua iperfunzione. Alcuni studi suggeriscono che la produzione eccessiva di androgeni inizi a livello ovarico e successivamente coinvolga anche il surrene.

 

La correlazione tra l’iperandrogenismo e l’insulina

L’iperinsulinismo, causato dall’insulino-resistenza, è un fattore chiave nell’iperandrogenismo. L’insulina agisce in sinergia con l’LH, aumentando la produzione di androgeni. Questo meccanismo contribuisce a mantenere la PCOS, creando un circolo vizioso che deve essere interrotto tempestivamente.
Anche qui l’alimentazione gioca un ruolo chiave. Esistono infatti diverse strategie che si possono adottare quotidianamente per tenere sotto controllo la glicemia e l’insulina: leggi l’articolo.

 

Ovaio politicistico: cure

La diagnosi di PCOS non si basa esclusivamente sulla presenza di cisti ovariche. Infatti, la sindrome può manifestarsi anche senza cisti, mentre la semplice presenza di ovaie policistiche non implica necessariamente la PCOS.
Il trattamento prevede un approccio combinato tra terapia farmacologica e modifiche dello stile di vita. Le strategie nutrizionali e gli integratori possono migliorare la sintomatologia correggendo gli squilibri metabolici.

 

Ovaio policistico: la dieta

La dieta che ho messo a punto e che trovi integralmente nel volume “Il reset ormonale” ha lo scopo di ottimizzare la maturazione dei follicoli e ridurre l’iperandrogenismo, il sovrappeso e l’obesità, la peluria eccessiva, l’irregolarità mestruale quando presente, la stanchezza e l’iperinsulinemia.

1) Evitare diete eccessivamente drastiche, senza carboidrati e digiuni prolungati, perché causano stress e frustrazione con aumento del cortisolo e peggioramento dei sintomi della PCO.
2) In caso di ciclo regolare (può essere regolare ma senza ovulazione): alcuni suggerimenti

Dal 1° al 14° giorno del ciclo (fase follicolare):
– Prediligere come fonte di carboidrati pane, pasta, farine, cereali a basso tenore di glutine o senza.
– Mantenere la frequenza assegnata dei carboidrati a cena per ridurre la fame nervosa, aumentare la sintesi di serotonina.

Dal 15° al 28° giorno del ciclo (fase luteale):
– Prediligere come fonte di carboidrati riso rosso, quinoa, grano saraceno, zucca, patate americane, patate.
– Consumare almeno 3 porzioni di crucifere a settimana (rucola, cavolo, verza, broccoli, broccoletti ecc.).
– Aumentare la frequenza delle mandorle sino a 20-30 al giorno.

Nel libro “Il reset ormonale – dal ciclo alla menopausa senza stress” trovi tutti gli alimenti da inserire, da evitare e le strategie da adottare in caso di ciclo irregolare lungo e di ciclo irregolare corto.

 

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